Renzi: modifiche all'Italicum dopo il referendum. Speranza: non basta

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Il premier annuncia la nomina di una delegazione per trovare un accordo sulla modifica della legge elettorale, ma avverte che è disposto a rompere l'unità interna se la minoranza boicotterà la consultazione. Cuperlo: "Senza accordo mi dimetto da parlamentare"

Alla direzione del Partito Democratico è resa dei conti tra Renzi e la minoranza in vista del referendum. Nel suo intervento di apertura, il segretario ha teso la mano sull'Italicum, assicurando di incardinare una proposta di legge di modifica subito dopo il 4 dicembre. Poi però ha aggiunto: "dopo l'Ulivo ora non chiediamoci chi uccide il Pd". Il premier ha annunciato così la nomina di una delegazione per trovare un accordo con altri partiti sulla possibile modifica della legge elettorale, ma ha avvertito che è disposto a rompere l'unità interna se la minoranza boicotterà il referendum costituzionale.
 

Speranza: "Non basta". Cuperlo: "Senza accordo mi dimetto" - "Si vuole fare un comitato? Bene. Ma serve un'iniziativa Pd e una spinta del governo", avverte Roberto Speranza della minoranza dem: "La proposta che hai fatto oggi non è sufficiente perché sconta ancora questa debolezza".

 

La replica di Cuperlo a Renzi: "Senza accordo su Italicum mi dimetto"

 

 

“Noi parliamo in direzione, non in caminetti” - "Questa è la direzione numero 31 dal gennaio 2014”, ha detto Renzi: “E' stata riunita in tutti i passaggi chiave. Abbiamo scelto la democrazia interna e non i caminetti dei big o presunti tale. Lo avevamo promesso nelle primarie e l'impegno congressuale vale più dei mal di pancia dei leader quindi parliamo qui". 

 

"Non si usi la legge elettorale come alibi" - "Provo a offrire una soluzione, nel rispetto di tutti – dice ancora il premier -. Io ho il compito politico di affrontare il tema del cosiddetto combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale. Essendo così importante la riforma costituzionale mio compito è cercare ulteriormente le ragioni di un punto di accordo. Se ognuno immagina di usare la legge elettorale come alibi, lo smontiamo, per non perdere l'occasione della riforma costituzionale".


Renzi: "Troviamo punto di caduta comune, ma non diventi tormentone" - Nella sua controreplica Renzi ha chiesto "uno sforzo per trovare un punto di caduta", ma chiede anche di non trasformare la legge elettorale "in un tormentone". "Da oggi - continua - non è c'è più il combinato disposto visto che abbiamo deciso di ridiscutere la legge elettorale. Ora non ci sono più alibi, anzi preoccupazioni". E pungola: "Chi oggi fa la morale su un punto della legge elettorale è lo stesso che su determinati punti ha detto il contrario negli ultimi 5 anni". 
 

Minoranza non partecipa a voto finale - A fine serata la dirzione del Pd ha approvato la relazione del segretario Renzi,  ma la minoranza del partito non ha partecipato al voto. 

Data ultima modifica 10 ottobre 2016 ore 21:21

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