Referendum, M5S e Sinistra Italiana ricorrono al Tar per la scheda

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Sotto accusa il quesito che, a parere dei ricorrenti, "finisce per tradursi in una sorta di spot pubblicitario a favore del Governo". Renzi: "E' quello che prevede la legge". Il senatore democratico Marcucci: "Sfiorano il ridicolo". Grillo: "Vincerà il No". Benigni: "Se sarà così, peggio della Brexit"

Mentre Beppe Grillo, nel lasciare la Capitale, si dice certo che "vincerà il no" dato che "siamo in mano a bluffisti" (VIDEO), M5S e Sinistra Italiana hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il testo del quesito del referendum costituzionale del 4 dicembre (LO SPECIALE - TUTTI I VIDEO). A parere dei ricorrenti, infatti, "il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di 'spot pubblicitario', tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l'iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale". 

E, mentre il premier Matteo Renzi sottolinea che "questo quesito è quello che la legge prevede per la riforma costituzionale" e su cui sono state raccolte le firme da entrambi i fronti, il fronte del Sì registra un importante appoggio, quello di Roberto Benigni, che conferma: "E' indispensabile che vinca il sì". "Se vince il no il giorno dopo ti immagini? Il morale va a terra", ha detto il premio Oscar. "I costituenti stessi - ha aggiunto - hanno auspicato di riformare la seconda parte, poi c'è la maniera di migliorarla, ma se non si parte non è, come qualcuno dice, la riformeremo dopo, non accadrà più".

 

Il post su Facebook di Vito Crimi (M5S):


Renzi: titolo della legge andava bene a tutti 

 


 

Il ricorso - Il ricorso al Tar Lazio è dunque contro il decreto del presidente della Repubblica con cui, indicendo il referendum per il prossimo 4 dicembre, "è stato tra l'altro stabilito il quesito che dovrebbe comparire sulla scheda di votazione".   "I ricorrenti - si legge in una nota - lamentano che il quesito predisposto dal Quirinale non tiene conto di quanto stabilito dall'art. 16 della legge 352-1970, secondo cui, quando si tratta di revisione della Costituzione, il quesito referendario deve recare la specifica indicazione "degli articoli" revisionati e di ciò che essi "concernono".

 

Il Colle: "Quesito ammesso dalla Cassazione" - A questo proposito, negli ambienti del Quirinale si precisa che il quesito che comparirà sulla scheda è stato valutato e ammesso, con proprio provvedimento, dalla Corte di Cassazione, in base a quanto previsto dall'art 12 della legge 352 del 1970, e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento.

 

Cosa prevede la riforma costituzionale

 


 

Boschi: "M5S ha paura della verità". Marcucci (Pd): "Sfiorano il ridicolo" - "Avrei capito se avessero detto, Grillo e i Cinque Stelle, 'non mi piace cosa c'è scritto nel quesito'. Ma in questo caso tutto risponde alla verità della riforma e non si può avere paura della verità" ha detto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, a Porta a Porta. Secondo il senatore Pd Andrea Marcucci, che sostiene il Sì, "il M5S sfiora il ridicolo".

 


Il quesito che troveremo sulla scheda elettorale il 4 dicembre, rilanciato nei giorni scorsi dal comitato #bastaunsi: 

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