Referendum, Napolitano "bacchetta" il governo: commessi molti errori

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Il presidente emerito alla scuola di formazione politica del Pd: "Se vince il Sì avremo la possibilità di tornare a rendere il Parlamento un luogo degno". Renzi: "Critiche giuste, ne farò tesoro". Sul confronto con Zagrebelsky: "Nessuna deriva autoritaria"

"Non si è partiti bene: si sono commessi molti errori che hanno facilitato la campagna del No". A parlare è il presidente emerito Giorgio Napolitano. Il riferimento è alla campagna per il referendum costituzionale (LO SPECIALEI VIDEO). Secondo Napolitano, Renzi ha però capito gli errori fatti “ma il tempo conta, ed è tanto che le persone si sono opposte alla riforma perché erano contro di lui". Immediata la replica del presidente del Consiglio, che afferma: "Critiche giuste".

 

Renzi: critiche giuste - E' un bene, afferma Renzi "ricevere critiche da chi ha saggezza ed esperienza. Sono felice di farne tesoro. E' vero, io ho sbagliato a giocare il futuro del governo sulla riforma costituzionale, ma ho sbagliato in buona fede. Ho sbagliato, capita di sbagliare quando si fanno le cose". Queste le parole del capo del governo palco del teatro Rossini di Pesaro.

 

Renzi a Zagrebelsky: "Altro che deriva autoritaria" - In giornata, Renzi è tornato anche sul confronto con il professor Zagrebelsky. “Altro che deriva autoritaria. Si riducono le poltrone, non la democrazia”, ha scritto su Twitter. “Il dibattito col prof. Zagrebelsky - ha poi aggiunto in un post su Facebook - ha dimostrato che non c'è nessun rischio di deriva autoritaria ma un'alternativa secca tra chi vuole cambiare semplificando e innovando il sistema istituzionale e chi vuole, legittimamente, mantenere le cose come sono”.

 

Napolitano: col Sì Parlamento torna degno - Secondo l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto alla scuola di formazione politica del Pd, "se vince il referendum istituzionale, avremo la possibilità di tornare a rendere il Parlamento un luogo degno". "Tra decreti e fiducie - ha aggiunto - il Parlamento è stato ridotto a uno straccio. Tutto questo può finire con questa riforma".

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