Fertility Day, Lorenzin: "Pensare alla salute". Protesta nelle piazze

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“In 700mila cercano di procreare e non ci riescono” ricorda il ministro. “Non contano le polemiche ma i fatti”, aggiunge dopo aver ritirato l’opuscolo che ha scatenato nuove polemiche. Revocato anche l'incarico al direttore generale per la comunicazione del Ministero. In diverse città italiane si manifesta per il "Fertility fake"

"Quello che è veramente importante non sono le polemiche, ma i fatti. E i fatti ci dicono che abbiamo attualmente circa 700mila persone che cercano di procreare e non ci riescono per svariati motivi. I fatti ci dicono anche che ci sono milioni di giovani che non sono informati sulle problematiche legate alla fertilità”. Queste le parole del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel giorno del primo Fertility day da lei voluto. In piazza però c’è anche chi protesta contro la campagna lanciata dal Ministero che ha scosso per la seconda volta l’opinione pubblica provocando una valanga di proteste.

 

Le foto della manifestazione in piazza:

 

 

 

 

Opuscolo ritirato – Dopo la discussa campagna di lancio della manifestazione, contestata sui social tanto da costringere il ministro della Salute a cambiarla, ieri è stato lanciato un altrettanto discutibile volantino tacciato di razzismo dai più. Tanto da provocare l’immediata reazione della titolare del Dicastero della Salute che, oltre a spiegare di non aver visto la campagna prima del suo lancio e sottolineare che la sua scelta era caduta su un'altra immagine, ha deciso di ritirare immediatamente l’opuscolo e revocare l'incarico al direttore generale per la comunicazione del ministero, Daniela Rodorigo. “Basta con le polemiche - sottolinea ai microfoni di Sky TG24 – pensiamo alla salute”.

 

Lorenzin: pensiamo alla salute  -  "Quando si è giovani non si pensa alla propria salute, ma noi oggi dobbiamo veramente puntare sulla prevenzione, che è alla base della medicina moderna", ha continuato il ministro sottolineando quanto sia importante "essere consapevoli di cos'è la fertilità per gestire la propria vita”.
 


 

Fertility Fake  - "Siamo in attesa sì, ma di diritti, perché proprio alle generazioni che oggi sono invitate a procreare vengono sistematicamente negati", rispondono i giovani che scendono in piazza oggi in almeno 9 città italiane  (la fotogallery) per la contromanifestazione dal titolo Fertility Fake promossa da varie associazioni (tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo).

 

Generazione in attesa - "Siamo in attesa di un lavoro, siamo in attesa di una casa, siamo in attesa di diritti per tutte/i durante il periodo di maternità e paternità, siamo in attesa di tutele quando il lavoro lo perdiamo o lo interrompiamo, siamo in attesa di asili nido, siamo in attesa di un sostegno per poter affrontare il difficile percorso della procreazione medicalmente assistita” dicono i giovani che oggi scendono in piazza. E ancora: “Siamo in attesa di un Governo che si prenda le proprie responsabilità e non colpevolizzi le persone".  

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