Italicum, M5S punta al proporzionale. Renzi: "Pronti a cambiare"

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I 5 Stelle attaccano la legge elettorale: “E’ antidemocratica”. E presentano una mozione alla Camera che rilancia il “Democratellum” con proporzionale corretto. La replica del premier: "Aspetto di vedere la posizione di Berlusconi e Salvini"

"L'Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale". Il Movimento 5 Stelle boccia senza appello la legge elettorale e alla vigilia del voto sulla mozione presentata da Sinistra italiana, rilancia il “Democratellum”, la proposta di legge elettorale che mira a introdurre un sistema proporzionale corretto con preferenze e un voto di “penalizzazione” per eliminare dalla lista un candidato, "senza alcun premio di maggioranza". 

 

Da New York è arrivata la replica del presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Siamo totalmente disponibili a cambiare la legge elettorale. Per M5s il ballottaggio è antidemocratico? Non credo che Appendino e Raggi siano d'accordo, se no non sarebbero state elette”. Il premier ha detto di aspettarsi che Berlusconi e Salvini facciano le loro proposte. “Modifiche dopo il Referendum? Sta al Parlamento”, ha aggiunto.

 

La proposta M5S - "Secondo noi deve essere adottato un  sistema elettorale con formula proporzionale - si legge nel testo della mozione dei Cinque stelle - da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole in  quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l'aggregazione fra le forze politiche piccole e  medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se  conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce  l'omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando  frantumazioni e scissioni. La legge elettorale per il Parlamento  italiano deve essere, anzitutto, rappresentativa dei cittadini e, allo scopo, occorre adottare un sistema proporzionale senza alcun premio di maggioranza".

 

Come funziona il Democratellum - La proposta, frutto della consultazione on line a cui hanno partecipato 30mila cittadini con più di 200mila voti espressi, prevede che non vi siano coalizioni pre-elettorali per evitare "alleanze tattiche" prima del voto e consiste in "un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi". Sono vietate le candidature plurime, mentre lo sbarramento è in un certo senso, doppio: le circoscrizioni sono a base pluri-provinciale e il territorio italiano è stato diviso in 42 circoscrizioni. In 33 circoscrizioni su 42 (che assegnano 373 seggi, ossia il 60% del totale) lo sbarramento naturale è superiore al 5%; nelle altre 9 circoscrizioni (che assegnano 245 seggi, ossia circa il 40% dei seggi della Camera) lo sbarramento è inferiore al 5%.

 

Mozione presentata - Il sistema di voto targato 5 Stelle è contenuto nella mozione che i pentastellati hanno presentato nella mattinata del 20 settembre e si rifà al testo depositato nel 2014. In una lettera aperta rivolta al premier Matteo Renzi e datata 16 giugno del 2014, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, i 5 Stelle spiegavano: "Il Democratellum favorisce la governabilità, senza presentare profili di incostituzionalità. Il suo impianto limita la frammentazione dei partiti e avvantaggia le forze politiche maggiori". 

Data ultima modifica 20 settembre 2016 ore 20:20

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