Stefano Parisi a SkyTG24: “Io erede di Berlusconi? Lo dirà l'elettore”

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Ospite de  "L'Intervista" di Maria Latella, l’ex candidato sindaco a Milano ha attaccato Renzi: “Ha cambiato linea quattro volte in poche settimane”. Poi ha ribadito che “vanno ricostruite le fondamenta della coalizione” e ha spiegato di non essere finanziato dall'ex premier

“Vinciamo solo se siamo uniti. Serve ricostruire le fondamenta del centrodestra”. Stefano Parisi, ex candidato sindaco a Milano e volto nuovo del centrodestra italiano, è stato il primo ospite della nuova stagione de  "L'Intervista" di Maria Latella (qui il video integrale). E ai microfoni di Sky TG24 ha ribadito che sul programma elettorale del capoluogo lombardo “eravamo tutti d’accordo, anche Salvini. Sono convinto che con la scadenza elettorale l'unità si trova”. Una mano tesa al leader della Lega che invece ha dichiarato come il suo unico interlocutore nell’area sia ancora Silvio Berlusconi.

 

“Berlusconi non mi finanzia” – Proprio sull’eredità politica del leader di Forza Italia, Parisi ha detto: “Non so se sono l’erede di Berlusconi, lo dirà l’elettore. Io porto avanti un contributo. Anche se oggi non c'è un problema di eredità perché Berlusconi è attivo e vivo in questo campo. Il problema è chi sarà il candidato che sfiderà Renzi alle politiche". Perché l’obiettivo dichiarato è “non fare un partitino nel centrodestra, io voglio contribuire alla rigenerazione del centrodestra che ha perso 10 milioni di voti".

 

Preferenze che però "non sono andate a chi strilla, a Salvini o a Grillo. La politica urlata non ha consenso e le posizioni radicali non saranno mai maggioritarie", ha spiegato Parisi che ha poi chiarito come "Berlusconi mi ha aiutato in campagna elettorale ma non ci finanzia, non ci ha messo un euro. Ci autofinanziamo, anche tramite risorse sul web, con crowdfunding e senza fondi pubblici. Facciamo come  i Radicali, chiediamo sempre soldi".

 

“Renzi ha cambiato linea 4 volte in poche settimane” – Parisi, reduce dalla due giorni di convention milanese “Energie per l'Italia”, ha attaccato il premier Renzi. “Ventotene è stata pura retorica, a Maranello non so di cosa abbia parlato con la Merkel, a Bratislava ha firmato il documento e poi a posteriori si è dissociato. Renzi ha cambiato linea quattro volte in poche settimane”. La ricetta di Parisi è che “l’Italia deve essere autorevole in Europa, non possiamo essere così deboli e chiedere col cappello in mano un po’ di flessibilità”.

 

I programmi – Secondo Parisi “il nostro problema è il debito e dobbiamo risolverlo internamente”. Per quanto riguarda il tema migranti ha proposto che “i soldi europei anziché alla Turchia devono essere dati ai Paesi da dove parte l’immigrazione, cioè dal Nordafrica. Poi gli immigrati devono imparare le nostre regole, altrimenti se ne devono andare”.

 

L'intervista integrale

 

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