Referendum, polemica sull’ambasciatore Usa. E Di Maio attacca Renzi

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Fa discutere l’endorsement del diplomatico americano: "Se vince il No sarebbe un passo indietro per l'Italia". Insorge il centrodestra, stoccata anche da Sel. L'esponente M5S: "Il premier come Pinochet"

Se al referendum sulla riforma della Costituzione vincessero i “No” l'Italia farebbe "un grosso passo indietro". A dirlo non è un esponente del governo ma l'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, John R. Phillips, che annuncia così il suo endorsement a favore del referendum sulle riforme (per cosa si vota: SCHEDA  -  LO SPECIALE ). Inevitabili le polemiche, con il centrodestra che insorge. Anche il M5S attacca e Luigi Di Maio ha paragonato Matteo Renzi al dittatore Pinochet.

Le parole di Philips - Secondo Philips, "quello che serve all'Italia è la stabilità e le riforme assicurano stabilità, per questo il referendum apre una speranza". Parlando a un convegno del centro di studi americani su Brexit, l'ambasciatore Usa ha aggiunto che "molti Ceo di grandi imprese Usa guardano con grande interesse al referendum", per capire quale sarà il contesto italiano per il loro investimenti. Per questo, ha concluso, la vittoria del Si "sarebbe una speranza per l'Italia, mentre se vincesse il No sarebbe un passo indietro".

Salvini: "Si faccia affari suoi" - "Il signor ambasciatore Usa si faccia gli affari suoi e non interferisca, come troppe volte è già accaduto in passato, nelle vicende interne italiane". Così il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

Brunetta: "Sovranità appartiene a popolo italiano"
- Sulla stessa linea il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, che su Twitter ha scritto: “Ricordiamo all'ambasciatore americano Phillips l'art. 1 della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo...italiano”.


Stoccata anche da Sel - Polemico anche il deputato e coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, che sempre su Twitter ha accusato: “Dopo Marchionne residente in Svizzera arriva anche il #si del l'ambasciatore americano. Tutto per l'interesse degli italiani”.

 


Intanto anche Fitch dice la sua - "Se ci fosse un voto 'No', lo vedremmo come uno shock negativo per l'economia e il merito di credito italiano". Sono le parole del responsabile dei rating sovrani per Europa Medio Oriente di Fitch, Edward Parker, secondo il quale ogni turbolenza politica o problemi nel settore bancario che si possano ripercuotere sull'economia reale o sul debito pubblico, potrebbe portare a un intervento negativo sul rating dell'Italia.

 

Di Maio: Renzi come Pinochet - Il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, su Fb ha attaccato direttamente il premier Renzi: "Il referendum di ottobre, novembre o dicembre (ci faccia sapere la data, quando gli farà comodo) lui stesso lo sta facendo diventare un voto sul suo personaggio che ha occupato con arroganza la cosa pubblica, come ai tempi di Pinochet in Cile. E sappiamo come è finita". Nel post appena pubblicato, Di Maio aveva collocato Pinochet in Venezuela anziché in Cile. L’errore è stato prontamente corretto ma sul web non sono mancate le prese in giro ironiche. In serata l'esponente pentastellato ha spiegato il parallelo: "E' stata una provocazione".

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