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La ministra delle riforme alla scuola di formazione dem: "La riforma ripercorre il dibattito a sinistra degli ultimi 30 anni". Renzi, intanto, apre a modifiche sull'Italicum

"Il referendum non anticipa il congresso Pd, è una scelta per il futuro del Paese". A dirlo è Maria Elena Boschi, rispondendo ai giovani della scuola di formazione del Pd che criticavano chi all'interno del partito vota No. "Per il congresso c'è tempo dopo, ci confronteremo su posizioni diverse allora. Ora si vota sulla Costituzione", continua la ministra per le Riforme, augurandosi che "alla fine possano votare e impegnarsi per il Sì i parlamentari Pd che adesso sembrano avere perplessità anche perché abbiamo fatto un lavoro non facile che ci ha portato a votare in modo unitario in Parlamento".
 

Boschi: "Riforma segue dibattito di 30 anni della sinistra" - In caso di vittoria al referendum spiega poi Boschi, nella fase di attuazione della riforma, "prioritario sarà il tema della legge elettorale per il nuovo Senato. Perché una volta che vincerà il Sì, come credo, è importante che possiamo avere una nuova legge per il Senato". La ministra è poi tornata a difendere il contenuto della riforma, sostenendo che si tratta di un testo che "ripercorre una tradizione di dibattito e posizioni della sinistra negli ultimi 30 anni. Non vogliamo tirare per la giacchetta nessuno, ma è un dato storico il discorso a Piombino di Nilde Iotti, fino alle tesi del Pds di Occhetto prima ancora dell'Ulivo di Prodi, delle bicamerali e della bozza Violante, fino alla commissione di esperti di Letta".


Renzi: "Pronto a discutere dell'Italicum" - Sul tema referendum è intervenuto in mattinata anche Matteo Renzi, dalla Puglia dove si trova per la Fiera del Levante. "il partito democratico ha deciso per il Sì. Che poi D'Alema per motivi suoi voglia tornare in campo con le sue idee di bicamerale con Berlusconi è un film che abbiamo già visto, film che personalmente non mi è piaciuto." In merito alla legge elettorale Renzi ha detto "non dò questa importanza alla decisione del 4 ottobre (della Corte Costituzionale ndr) perché se accettasse di mantenere la legge com'è noi siamo pronti a cambiarla se serve, noi abbiamo tolto il tema della legge elettorale dal tavolo dando una reale disponibilità a cambiarla, pronti a discutere nel merito, perché la legge elettorale, in uno, tre o cinque mesi, la cambi, quello che non si può cambiare è la Costituzione. O la cambi col referendum o rimane la stessa per 30 anni. Questo referendum ha un quesito a cui dire sì o no."
 

Di Battista: "Dietro il Sì il grande capitalismo finanziario" - A favore del No interviene invece su Facebook Alessandro Di Battista, che da poco ha concluso il suo tour in moto contro il progetto di riforme istituzionali del governo. Il deputato del M5S punta il dito contro il clamore mediatico sollevato intorno alla giunta di Virginia Raggi nelle ultime settimane. "Distrarre, 'tirare in direzioni diverse'. E' questo l'obiettivo delle tempeste mediatiche! Tirarci in direzioni diverse, dividerci, perché uniti siamo una forza" scrive Di Battista, secondo cui dietro il Sì si nasconde "il grande capitalismo finanzario".

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