Alfano: sul burkini serve buon senso, in Italia c'è libertà di culto

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La linea del governo: "Noi siamo severi ma non facciamo provocazioni su questioni che non investono l'ordine pubblico". Sul tema, intanto, la Merkel ha dichiarato: "Il burqa è d'ostacolo all'integrazione"

"Dobbiamo essere duri e severi" a proposito dell'integralismo, "ma non provocatori. Dobbiamo e stiamo facendo arresti, controlli, indagini ed espulsioni. Ma la  Costituzione Repubblicana prevede libertà di culto". Il ministro dell’Interno Angelino Alfano torna così sulla polemica legata al burkini sulle spiagge, che scuote l’opinione pubblica in Francia  - che ha vietato il costume integrale in diverse località turistiche -  e interroga quella italiana. 

"Serve buon senso" - “Abbiamo espulso 109 soggetti e anche 9 imam. Questo è essere severi dentro il perimetro della legge. Altre cose che non investono la legge, l'ordine pubblico possono determinare l’effetto provocatorio di dire 'noi siamo rifiutati in una comunità nella quale vogliamo esprimere le nostre ragioni e la nostra fede ma non violando la legge'. Questo è il limite che pongo. Senza provocazioni che possono attirare reazioni violente".

 

Il ministro ha poi sottolineato come il fenomeno del burkini non sia per nulla diffuso sulle nostre spiagge: "Avete visto donne in burkini? Qui non si tratta di esprimere un giudizio su quello che c'è dietro, si tratta di un fatto pratico: quando non c'è violazione di legge né dilagare del fenomeno non c’è da intervenire". 

Confronto con l’Italia - "Rispetto per la Francia - ha aggiunto – però l'Italia è l'Italia. Fin qui è stato un paese sicuro. Vorrei che tutti si rendessero conto che se questo è stato un paese sicuro è stato perché da un lato abbiamo fatto un lavoro di prevenzione che ha funzionato e dall'altro lato la comunità nazionale non ha mai tenuto un comportamento che ha dato l'impressione di una crisi di rigetto nei confronti della comunità musulmana. Sono stato educato alla Costituzione repubblicana che riconosce la libertà di culto. Libertà - ha concluso Alfano - che esiste da prima che esistessero gli Stati".

 

Espulso tunisino di 35 anni - Più tardi Alfano ha annunciato che in mattinata è stato espulso un tunisino di 35 anni "che, con altri soggetti (tra cui l'imam di Andria,  rimpatriato il 13 agosto) era stato condannato nel 2015 dalla Corte  d'Assise d'Appello di Bari per il reato di associazione con finalità  di terrorismo anche internazionale". Il ministro dell'interno ha poi ricordato che "con l'espulsione di  oggi siamo a quota 110 dall'inizio del 2015 di cui 44 eseguite  nell'anno in corso". Il tunisino espulso, spiega il ministro "il 2 agosto  scorso, era stato scarcerato in seguito alla sentenza della Corte di  Cassazione che aveva annullato la precedente pronuncia". 

 

Merkel: "Burqa è d'ostacolo a integrazione" - Sul tema dell'abbigliamento per le donne islamiche è arrivata anche la posizione della cancelliera Angela Merkel: "Dal mio punto di vista, in Germania, una donna completamente velata ha poche possibilità di integrarsi". La Merkel ha lasciato aperta la possibilità di divieti in alcuni settori: "Il ministro dell'Interno Thomas de Maizère ha il mio pieno sostegno", ha detto la cancelliera riferendosi all'esponente del suo partito che ha già escluso un divieto totale.

 

I ministri dell'Interno regionali dell'Unione Cdu-Csu stanno discutendo un documento, la cui pubblicazione è attesa per domani, in cui dovrebbe essere chiesto il divieto di portare il burqa (e altri tipi di veli islamici come il niqab che coprono il volto) negli uffici pubblici dove è necessario farsi riconoscere, in manifestazioni e alla guida di auto.



Data ultima modifica 18 agosto 2016 ore 15:10

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