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Nella tradizionale cerimonia del ventaglio il capo dello Stato ha ricordato che il giorno del voto potrà essere deciso solo dopo l'iter in Cassazione. E sul terrorismo avverte: "Il Paese non entri nell'età dell'ansia". Poi ha ricordato Letizia Leviti: "Il suo richiamo alla verità vale per tutti"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha citato Pokemon Go per commentare il dibattito sulla data del referendum costituzionale (lo speciale). "In queste settimane a proposito della data e del cosiddetto 'spacchettamento', ha detto il capo dello Stato nella tradizionale cerimonia del ventaglio, "mi è parso di assistere a discussioni un po' surreali, quasi sulla  scia della caccia ai Pokemon".

Discussione su data referendum surreale come caccia ai Pokemon - Il presidente ha ricordato che "si è detto che vi  sarebbe stato uno spostamento della data di celebrazione del  referendum. Qualcuno ha anche invitato perentoriamente a comunicarne la data. La data del referendum - ha aggiunto - non è stabilita per il semplice fatto che non è ancora possibile farlo. La procedura del  referendum è regolata dalla legge e l'iter per la fissazione della sua data può essere avviato soltanto dopo che la Corte di Cassazione avrà  comunicato quali sono le richieste ammesse al referendum". "La Cassazione - ha concluso Mattarella - che ha il compito di  valutare la loro regolarità, secondo la legge ha tempo fino al 15  agosto per comunicarlo. Fino a quando non vi sarà questa comunicazione la procedura per fissare la data non può partire".



"L'Italia non entri nell'età dell'ansia" - Il capo dello Stato ha poi voluto anche commentare i recenti fatti legati al terrorismo, dalla Francia alla Germania, auspicando che l'Italia non "entri nell'età dell'ansia". "Quel che dobbiamo impedire è che la paura ci vinca" ha detto Mattarella, ricordando che "questo dovrebbe essere, e deve essere, invece, il tempo della responsabilità. E la responsabilita' richiede impegni comuni al di sopra delle divisioni. Sul piano continentale e su quello interno". La violenza, ha ammonito, si combatte con cultura e valori.  Il clima di incertezza si riflette anche nel linguaggio della politica, dei media e dei social. Un linguaggio talvolta caratterizzato da toni aspri, aggiunge.

"Inaccettabile insultare avversari politici"
-  E proprio su questo punto ammonisce che "non è accettabile insultare ripetutamente un avversario politico, farne bersaglio di una vera e propria campagna di denigrazione o di livore. Contrastare anche le forme di violenza presenti nel linguaggio costituisce, a pieno titolo, una esigenza di sicurezza".

Il ricordo di Letizia Leviti - Mattarella ha poi voluto ricordare la nostra collega Letizia Leviti, ha citato il suo ultimo messaggio ("Dobbiamo dire la verità"), ammonendo che questo richiamo non vale soltanto per i giornalisti, ma "per tutti, a partire dalle donne e dagli uomini delle istituzioni, siano indipendenti, di maggioranza o di opposizione".


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