M5S e Lega: Alfano si dimetta. Il Ministro: “Barbarie, non lascio”

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Il titolare del Viminale sulle intercettazioni dell'inchiesta: " Una barbarie illegale. Mio padre, un uomo malato di ottant'anni"

Monta la polemica attorno al ministro dell'Interno Angelino Alfano, la cui famiglia è al centro di una serie di intercettazioni legate a un'inchiesta su un presunto traffico di favori.

M5S, Lega, Fratelli d'Italia e Sinistra Italiana chiedono le dimisisoni del ministro.

Alfano però non è disposto a nessun passo indietro e smentisce che il padre abbia fatto pressioni su Poste Italiane per segnalare persone da assumere. E a proposito delle intercettazioni parla di “barbarie illegale”.

 

"Non ci sarà un caso Lupi 2" -  "Non ci sarà un caso Lupi 2, Alfano non ha alcuna intenzione di dimettersi", tranquillizza un deputato, dopo aver parlato col titolare del Viminale, escludendo anche la possibilità che ben otto senatori lascino il gruppo: "Al massimo - prevede - saranno due o tre".

L'inchiesta, infatti, sta creando ulteriori fibrillazioni nell'Ncd (che con l'Udc di Pierferdinando Casini compone il gruppo Area Popolare), già da tempo diviso sull'alleanza con il Pd di Renzi, anche perché la nuova legge elettorale, con la soglia di sbarramento al 3%, rischia di escludere il partito dal prossimo Parlamento.

 

La fronda Ncd - Una parte dei senatori sembra propensa a lasciare la maggioranza e a tornare col centrodestra, mentre i ministri Ncd Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa invece vogliono che il partito resti al governo.

 

 

 

Opposizioni all'attacco - "Il ministro Angelino Alfano dovrebbe avere almeno la decenza di venire a riferire in Parlamento. Per molto meno, Maurizio Lupi si dimise da ministro”. E' quanto denunciano i deputati M5S che oggi hanno interrogato il ministro Madia sul coinvolgimento di dipendenti e strutture della Pa nell'inchiesta giudiziaria 'Labirinto'.

 

 

 

Alfano: “Barbarie illegale” - "Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant'anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto 'pressioni' presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni", dice Alfano.

E aggiunge: “Le due signore che parlano, anche insultandomi, non so chi siano, ma quell'uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato".

 

 

L'inchiesta – Già ieri Alfano era intervenuto già per denunciare l'uso a fini politici di intercettazioni in cui un imprenditore, attualmente agli arresti, diceva di avere favorito l'assunzione del fratello del ministro alle Poste. Lunedì scorso la Guardia di Finanza ha arrestato 24 persone nell'ambito dell'inchiesta 'Labirinto', che vede indagate oltre 50 persone tra cui il deputato di Ncd Antonio Marotta. Per gli inquirenti sarebbe centrale la figura del faccendiere Raffaele Pizza, il cui fratello Giuseppe, ex sottosegretario e attuale leader della Democrazia Cristiana, risulta indagato.

Ncd: il peso politico dell'alleato del Pd, i casi precedenti, le posizioni nel partito:


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