Abruzzo: 4 comuni al ballottaggio, polemiche per gli apparentamenti

Gli sfidanti al ballottaggio di Lanciano: Errico D'Amico, centrodestra, e Mario Pupillo, centrosinistra (foto dalle pagine Facebook)
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Il 19 giugno tornano alle urne i cittadini di Sulmona, Lanciano, Roseto degli Abruzzi e Vasto. Malumori per gli accordi tra Forza Italia e centrosinistra nella prima città e centrodestra e CasaPound nella seconda

Sono quattro i comuni abruzzesi chiamati alle urne il 19 giugno per i ballottaggi delle Amministrative.

Si tratta di Sulmona (L'Aquila), Lanciano (Chieti), Roseto degli Abruzzi (Teramo) e Vasto (Chieti). A Francavilla al Mare (Chieti), invece, è bastato il primo turno per riconfermare il sindaco del centrosinistra Antonio Luciani (65,70%).

Non mancano le polemiche: in particolare a Sulmona e Lanciano, dove fanno discutere gli accordi tra i partiti.

Sulmona, Fi appoggia il centrosinistra – Partiamo da Sulmona. La candidata di Forza Italia Elisabetta Bianchi (7,27 per cento al primo turno) si è apparentata con Bruno Di Masci, espressione del centrosinistra. Una coalizione, quella di Di Masci, composta da 8 liste civiche ma appoggiata, seppur senza simbolo, anche dal Pd (ha ricevuto da subito, ad esempio, il benestare della senatrice dem Stefania Pezzopane).

Di Masci, che lo scorso 5 giugno ha ottenuto il 26,16 per cento dei consensi, deve vedersela con la coalizione civica guidata da Annamaria Casini (ispirata dall'assessore regionale Andrea Gerosolimo), che al primo turno ha raggiunto il 44,75 per cento.

Casini ha definito l’accordo Bianchi-Di Masci “fantapolitica”. Ma l’apparentamento, che ha avuto come sponsor la senatrice di Fi Paola Pelino, ha creato spaccature anche dentro il partito di Berlusconi. Il capogruppo alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e i consiglieri regionali Paolo Gatti e Mauro Febbo, ad esempio, l’hanno definito “contro natura”. Grazie a questo accordo, Elisabetta Bianchi potrà sedere sui banchi del Consiglio e se dovesse vincere Di Masci gli scranni saranno due.

 

Polemica CasaPound a Lanciano – È sempre un apparentamento a sollevare polemiche a Lanciano. Qui il ballottaggio è tra il sindaco uscente di centrosinistra Mario Pupillo, che al primo turno aveva raggiunto il 39,47 per cento, e il candidato del centrodestra (Udc-Ncd) Errico D'Amico (37,87 per cento). Quest’ultimo ha stretto un accordo con Tonia Paolucci (ex Udc e Fi), rimasta fuori dal secondo turno col 22,67 per cento dei voti.

A creare malumori e aspre critiche è il fatto che a sostenere Paolucci ci siano tre liste civiche più CasaPound (che ha preso il 3,38 per cento al primo turno). Se dovesse vincere D’Amico, quindi, in Consiglio entrerà anche Nico Barone, responsabile cittadino di CasaPound.

Questo apparentamento, contestato da più parti, ha avuto echi nazionali: i parlamentari del centrosinistra abruzzese hanno inviato un appello ai presidenti di Camera e Senato affinché “uniscano la loro autorevole voce, per stigmatizzare questa alleanza, a quella dell'Anpi e a quella di quanti vivono questa scelta come uno schiaffo alla memoria”. Il riferimento è alla Medaglia d'Oro al Valor Militare conferita a Lanciano per la rivolta, che costò la vita a 23 giovani, del 5 e 6 ottobre 1943 contro i nazifascisti.

“La presenza di CasaPound è stata strumentalizzata. Fa molto rumore e passa sui giornali, cosa che non succede per l'accordo che è stato fatto sui programmi e sull'idea della città”, ha detto il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, senatrice e coordinatrice regionale del Nuovo Centrodestra.

“Con l'apparentamento tra le coalizioni di centrodestra, dove c'è CasaPound, hanno fucilato di nuovo i giovani martiri lancianesi”, ha dichiarato invece il sindaco uscente Pupillo. “Non significa rinnegare niente e nessuno, noi non strumentalizziamo né i morti né gli eroi in questa campagna elettorale”, ha ribattuto lo sfidante D’Amico (che è presidente dell'Associazione culturale frentana, che da anni organizza una fiaccolata per l'anniversario dell’insurrezione).

 

Le sfide a Roseto e Vasto – Nessun apparentamento, invece, è stato fatto a Roseto degli Abruzzi. Il candidato, sindaco uscente, di centrodestra Enio Pavone (34,9 per cento) sfida l’antagonista del centrosinistra Sabatino Di Girolamo (35,95 per cento).


Nessun accordo ufficiale neppure a Vasto: il ballottaggio è tra Massimo Desiati del centrodestra (34,28 per cento) e Francesco Menna del centrosinistra (33,21 per cento). Menna ha cercato, senza riuscirci, un'alleanza con la candidata del Movimento 5 Stelle Ludovica Cieri: a lei, forte del suo 20,25 per cento al primo turno, aveva offerto la presidenza del Consiglio comunale.

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