Antimafia, 14 “impresentabili” tra i candidati alle Comunali: I NOMI

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7 casi a Battipaglia, 5 a Roma e 2 in Calabria. Bindi: sono tutti nelle liste civiche, se fatte così sono un varco per le mafie - SPECIALE AMMINISTRATIVE 2016

Sono 14 i candidati alle elezioni comunali di domenica 5 giugno ritenuti "impresentabili" dalla commissione parlamentare Antimafia. E sono tutti nelle liste civiche: 7 casi a Battipaglia, 5 a Roma e 2 in Calabria. Questo, in sintesi, il risultato del lavoro del gruppo coordinato dalla presidente Rosy Bindi e illustrato nella relazione conclusiva, approvata all’unanimità da tutta la commissione. "Se si vuole combattere la mafia non ci si può nascondere, bisogna metterci la faccia" è l’appello alla politica lanciato dalla Bindi.

 

Un candidato sindaco a Roma arrestato nel 2013  - Il monitoraggio dell’Antimafia ha riguardato 13 Comuni chiamati al voto, tra i quali Roma. Uno dei candidati sindaco della Capitale, secondo la segnalazione della commissione Antimafia è stato tratto in arresto in flagranza nel 2013: si chiama Simone di Stefano, candidato di Casapound. Di Stefano fu condannato a tre mesi di reclusione e al pagamento di una multa di cento euro in relazione al furto della bandiera dell'Ue avvenuto il 14 dicembre 2013 nel corso di un blitz nella sede dell'Unione europea a Roma.

Il candidato non rientra tra i 14 "impresentabili" della lista stilata dalla Commissione Antimafia perché il reato di furto non è uno di quelli previsti dal Codice di autoregolamentazione.

 

I 14 impresentabili - Oltre a Roma gli altri centri in cui vi sono "impresentabili" sono San Sostene, Joppolo, Badolato, Sant'Oreste, Platì, Ricadi, Diano Marina, Villa Di Briano, Morlupo, Finale Emilia, Battipaglia.

I 14 impresentabili - tutti interni a liste  civiche, che in molte realtà locali sono il 100% del totale - sono così divisi: 8 candidati che hanno sottoscritto dichiarazioni false, 3 incandidabili e 3 casi relativi a codice di autoregolamentazione. E' stato poi rilevato che una candidata è coniugata con un avvocato, attualmente in carcere, condannato a anni 9 e 6 sei mesi per i delitti di concorso in corruzione e di partecipazione ad associazione mafiosa. Infine, un candidato risulta imparentato con un soggetto indicato appartenente al clan Gallace della 'ndrangheta.

 

Liste civiche varco per mafie – "Che le liste civiche fatte nel modo che abbiamo visto siano un varco per le mafie è indubbio -  afferma la presidente della commissione Antimafia -. Abbiamo visto nel tempo la presentazione di liste civiche nate per protesta contro la politica, ma il quasi 100% di liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia è allarmante".

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