Renzi al Pd: "La partita è sul referendum, giochiamo all'attacco"

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Il premier invita a "una gigantesca battaglia" per il Sì.  Bersani:  "La riforma è un passo avanti" ma i senatori devono essere eletti, "di nominati ne avremo già abbastanza con l'Italicum"

"Impegnare il Pd in una gigantesca battaglia e coinvolgere uomini e donne della società civile per portarli ad una grande battaglia per il referendum". Così Matteo Renzi  si rivolge ai parlamentari del Pd, e invita il partito a superare le divisioni e lavorare a "testa alta".

 

La partita - E ancora: "Facciamo sei mesi a testa bassa, anzi a testa alta. Non parlo di una tregua interna sulle polemiche ma lavoriamo sul territorio, io parlerò al Paese, farò solo questo", ha aggiunto. "Dobbiamo avere un atteggiamento in cui giochiamo all'attacco. In ogni piazza e in ogni città raccontiamo cosa facciamo in Europa e in Italia", ha osservato. Renzi sostiene perciò che "c'è da tornare nelle piazze, tornando dalla nostra gente" perché "questa partita è la partita".

 

Riforma epocale - Secondo Renzi, inoltre, "il sì o il no alla riforma non è un sì o un no tecnico. E' un passaggio epocale per questo Paese. Ma quale critica di personalizzazione? Guardiamoci in faccia, io ho interesse che il dibattito sia nel merito. Bisogna portare i cittadini ad esprimersi".

 

Bersani: legittimo il No -  Sul referendum interviene anche l'ex sgretario del Pd Pierluigi Bersani: "La riforma è un passo avanti" ma i senatori devono essere eletti, di nominati ne avremo già abbastanza con l'Italicum".   "Io dico", ha aggiunto Bersani,  "che nel Pd ci può essere anche qualcuno che partecipi ai comitati per il No".

Votare sì? "Vediamo nelle prossime settimane. Ho votato sì con luci e ombre e con il patto dell'elezione diretta dei senatori, da fare subito", ha poi aggiunto
 

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