Comunali 2016, si vota solo domenica 5 giugno

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Guida al voto per le elezioni comunali del 5 giugno 2016. Il Consiglio dei ministri non ha raddoppiato la data delle prossime Amministrative. Gli eventuali ballottaggi saranno il 19 giugno. Sono 1.343 i comuni chiamati a scegliere il nuovo sindaco, tra questi anche 7 capoluoghi di regione.

Ora è ufficiale: per le prossime elezioni comunali le urne rimangono aperte un solo giorno, domenica 5 giugno. Non è arrivato, quindi, il decreto legge del Consiglio dei ministri che avrebbe allungato le consultazioni fino a lunedì 6. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
I cittadini italiani chiamati a scegliere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale sono 13,4 milioni (L'INFOGRAFICA - SPECIALE ELEZIONI 2016).

Quando si vota: la data e il pericolo dell'astensionismo


Urne aperte, quindi, dalle 7 alle 23 (in Friuli-Venezia Giulia dalle 8 alle 22). Gli eventuali ballottaggi sono previsti per il 19 giugno. La data del 5 giugno aveva creato polemiche fin dall’inizio, soprattutto perché cade in concomitanza con il “ponte” del 2 giugno. L’ipotesi di raddoppiare i giorni di voto, paventata anche per il referendum costituzionale di ottobre, era nata anche come tentativo per contrastare l’astensionismo. Secondo il Censis, nelle ultime tre elezioni comunali si sono persi per strada oltre un milione e centomila elettori, l'equivalente di due città come Torino e Trieste messe insieme. L’ultima volta che gli italiani hanno votato in due giorni è stato nel giugno del 2014, quando si tennero in contemporanea le elezioni Europee, Comunali e Provinciali.

Dove si vota: i comuni al voto


I comuni chiamati al voto il 5 giugno sono 1.343, di cui 149 con più di 15mila abitanti e 1.194 con meno. Alle urne 25 capoluoghi, tra cui 7 di regione: Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste. La Lombardia è la regione con il maggior numero di comuni al voto (239), l’Umbria quella con il minore (11). Il comune più piccolo alle elezioni è Morterone, in provincia di Lecco: conta, secondo l’ultimo bilancio Istat del 2014, 38 abitanti. Saranno eletti i primi sindaci, poi, in 10 nuovi comuni istituiti nel 2016.

Le eccezioni


Hanno scelto date diverse due regioni a statuto speciale. Nel Trentino Alto-Adige le elezioni si sono svolte l’8 maggio per 20 comuni (tra cui 16 istituiti nel 2016). Il ballottaggio è previsto per il 22 maggio a Bolzano e Ville d'Anaunia. La Valle d’Aosta ha scelto, invece, il 15 maggio: è andato al voto un solo comune, Ayas.

I capoluoghi di regione al voto

 

BOLOGNA


In corsa per Palazzo D’Accursio sono in 9: Matteo Badiali (Verdi), Manes Bernardini (Insieme Bologna), Lucia Borgonzoni (5 liste, tra cui Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), Massimo Bugani (M5S), Sergio Celloni (G.O.L.), Mirko De Carli (Popolo della Famiglia), Ermanno Lorenzoni (Partito Comunista dei Lavoratori), Federico Martelloni (Coalizione Civica), Virginio Merola (sindaco uscente sostenuto da 5 liste, tra cui Pd).

CAGLIARI


Per la poltrona di primo cittadino corrono in 7: Alberto Agus (Popolo della famiglia), Paolo Casu (Insieme onestamente per Cagliari), Enrico Lobina (4 liste, sostenuto da una parte dell’estrema sinistra e dagli indipendentisti), Antonietta Martinez (M5S), Piergiorgio Massidda (lista civica che ha ottenuto l’appoggio del centrodestra), Paolo Matta (leader del movimento cattolico la Quinta A), Massimo Zedda (sindaco uscente, 11 liste, tra cui il Pd).

MILANO


Per Palazzo Marino si sfidano in 9: Natale Azzaretto (Partito comunista dei lavoratori), Maria Teresa Baldini (Fuxia People), Marco Cappato (Radicali), Gianluca Corrado (M5S), Nicolò Mardegan (NoiXMilano), Stefano Parisi (candidato del centrodestra, 6 liste), Basilio Rizzo (Milano in Comune), Giuseppe Sala (centrosinistra, 4 liste), Luigi Santambrogio (Alternativa municipale).

NAPOLI


Gli aspiranti sindaco sono 9 (salvo riammissioni di esclusi): Martina Alboreto (Fratelli del Popolo Italiano), Nunzia Amura (Partito comunista), Matteo Brambilla (M5S), Luigi de Magistris (sindaco uscente, sostenuto da 14 liste), Domenico Esposito (Qualità della vita per Napoli), Gianni Lettieri (una decina di liste, tra cui Forza Italia), Luigi Mercogliano (Popolo della famiglia), Marcello Taglialatela (Fratelli d’Italia e un’altra lista), Valeria Valente (una decina di liste, tra cui il Pd).

ROMA


Nella Capitale si sfidano 13 aspiranti sindaci (salvo riammissioni degli esclusi): Mario Adinolfi (Popolo della Famiglia), Dario Di Francesco (4 liste civiche), Simone Di Stefano (Casa Pound), Stefano Fassina (Sinistra per Roma), Roberto Giachetti (sostenuto da diverse liste del centrosinistra, tra cui il Pd), Alfredo Iorio (Movimento Sociale Italiano e Forza Nuova), Alfio Marchini (sostenuto da diverse liste del centrodestra, tra cui Forza Italia), Michel Emi Maritato (Assotutela), Giorgia Meloni (sostenuta soprattutto da Fratelli d’Italia e Lega), Alessandro Mustillo (Partito Comunista), Virginia Raggi (M5S), Carlo Rienzi (leader del Codacons), Fabrizio Verduchi (Italia Cristiana).

TORINO


Diciassette in corsa a Torino per la poltrona di sindaco (salvo ricorso di un escluso): Chiara Appendino (M5S), Giorgio Airaudo (Torino in Comune, Ambiente Torino, Pensionati e Invalidi), Anna Battista (Basta), Vitantonio Colucci (Il popolo della famiglia), Guglielmo Delpero (Siamo Torino), Piercalo Devoti (La piazza), Piero Fassino (sindaco uscente, centrosinistra), Mario Levi (Idv), Alberto Morano (3 liste, tra cui Lega e Fratelli d’Italia), Osvaldo Napoli (3 liste, tra cui Forza Italia), Gianluca Noccetti (6 liste), Marco Racca (Casa Pound), Marco Rizzo (Partito comunista), Roberto Rosso (5 liste, tra cui Udc), Roberto Salerno (Msi-Destra nazionale), Roberto Usseglio (Forza Nuova), Lorenzo Varaldo (Abrogazione).

TRIESTE


Undici candidati a sindaco: Fabio Carini (Startup Trieste), Roberto Cosolini (sindaco uscente, centrosinistra), Roberto Dipiazza (centrodestra), Maurizio Fogar (No Ferriera Sì Trieste), Iztok Furlanic (Sinistra unita), Giorgio Marchesich (Fronte per l’indipendenza), Paolo Menis (M5S), Vito Potenza (Lista Vito Potenza), Alessia Rosolen (Un’Altra Trieste Popolare), Marino Sossi (Sì-Sinistra per Trieste), Nicola Sponza (Uniti per Trieste).

 

 

Come si vota

 

Comuni fino a 15mila abitanti


Si vota con una sola scheda, su cui sono presenti i nomi dei candidati sindaco e delle liste che li appoggiano. Votando il sindaco, si vota la lista che lo appoggia. Si possono esprimere due preferenze (un uomo e una donna o viceversa, pena l’annullamento della seconda preferenza) tra i candidati nella lista del sindaco votato. Nei comuni sotto i 5mila abitanti si può esprimere una sola preferenza. Vince il sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità si va al ballottaggio (in caso di ulteriore parità viene nominato il più anziano). Eletto il primo cittadino, alla lista che lo appoggia vanno i due terzi dei seggi mentre i restanti vengono divisi proporzionalmente tra le altre liste.

Comuni con più di 15mila abitanti


Si vota sempre con una sola scheda, su cui ci sono i nomi dei candidati sindaco e i simboli delle liste che li appoggiano. Per esprimere il voto ci sono modi diversi:
- si può tracciare un segno sul nome del sindaco, votando così solo per il candidato e non per le liste collegate;
- si può tracciare un segno sul simbolo di una lista, dando così il voto alla lista e al candidato sindaco che appoggia;
- si può tracciare un segno sul nome del candidato sindaco e un altro sul simbolo di una lista collegata;
- si può tracciare un segno sul simbolo di una lista e un altro segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata (è il cosiddetto “voto disgiunto”).
Se si vota una lista, si possono esprimere due preferenze (sempre persone di genere diverso e appartenenti alla stessa lista). Viene eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Se nessuno supera questa soglia, i due candidati con il maggior numero di voti vanno al ballottaggio. Al secondo turno, vince chi ottiene il maggior numero di voti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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