La Camera approva, le unioni civili sono legge. Renzi: giorno di festa

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Le opposizioni insorgono alla Camera: il centrodestra già pensa a un referendum abrogativo. Orlando: "Rispetto per la   Cei, ma la legge era necessaria". Boschi in Aula con la coccarda arcobaleno

Le unioni civili sono legge. L'aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl Cirinnà con 372 sì, 51 no e 99 astensioni (il video). La proclamazione del risultato della votazione è stata salutata da un forte applauso dai banchi del Pd, e dal pubblico presente in tribuna. Per questo la Lega ha protestato: ne è nato un battibecco con la preidente della Camera Boldrini (il video).

Applausi anche fuori della Camera (il video) dove un gruppo di attivisti ha salutato il voto con un boato.

 

Le unioni civili sono legge -  L'ok è arrivato dopo il via libera alla fiducia posta dalla Camera (369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti) e al termine di una giornata caratterizzata da tensioni in Aula. Il centrodestra infatti già pensa a presentare un referendum abrogativo mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, invita i sindaci a disobbedire. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, invece, risponde invece alla Cei che, attraverso monsignor Galantino aveva parlato di "sconfitta": "I diritti aspettano da tempo" dice il Guardasigilli. 

 

 

Unioni civili - Arrivano dunque due istituti diversi per le coppie omo e per quelle di fatto etero. Per le prime le unioni civili, diritti e doveri molto forti, che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilità della pensione, ma non le adozioni; per le etero nascono le convivenze, con obblighi reciproci (GUARDA LA SCHEDA).

 

 

"Un giorno di festa" - Plaude al risultato il presidente del Consiglio: "E' un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi", scrive Matteo Renzi su Facebook.

Boschi in Aula con il fiocco arcobaleno: la fotogallery

 

Il centrodestra pensa al referendum abrogativo

 

 

 

 

 

 

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