Renzi: congresso Pd subito dopo referendum. Lite Cuperlo-Boschi

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Il premier: "Basta con sfibranti discussioni interne". Poi attacca il M5s: "Noi garantisti non chiediamo le dimissioni del sindaco di Livorno"

Una moratoria di cinque mesi dalle amministrative fino al referendum sulle riforme per poi aprire, con anticipo, la battaglia congressuale del Partito democratico che regoli i conti e pesi i rapporti di forza all'interno del gruppo. Non dura neanche venti minuti, in direzione Pd, la tregua proposta alla minoranza da Matteo Renzi fino al referendum di ottobre. "Basta con sfibranti discussioni interne" dice il premier e segretario di partito.  

 

Scontro Cuperlo-Boschi - Non mancano però le scintille soprattutto tra Cuperlo e la ministra Boschi, che torna a pronunciare una frase che aveva già destato polemiche: quel "chi vota no è come Casapound" che rischia di dividere l'assemblea.

 

 

La linea fino al referendum - Più in generale, il segretario del Pd detta la linea al suo partito da qui all'appuntamento principale di tutta la legislatura, il referendum confermativo sul ddl Boschi. Mobilitazione permanente, con Pd in versione banchetti o 'banchini', fino a luglio. Poi, ancora "attenzione alta" sul referendum durante i mesi estivi per arrivare al rush finale. "Facciamo cinque mesi di mobilitazione straordinaria del Pd per vincere in quanti più comuni possibile e il referendum".

 


 

 

Congresso anticipato -  In cambio di una pax a tempo, Renzi annuncia l'anticipo del congresso Pd; avrebbe dovuto svolgersi a dicembre 2017 e invece si terrà a inizio anno. La fase congressuale si aprirà "un minuto dopo il referendum costituzionale", afferma il segretario, che punta alla rielezione.

 

Renzi: noi garantisti - Altro tema caldo al Nazareno, quello della questione morale. Viene infatti ribadita la linea del governo sulle inchieste che hanno coinvolto esponenti del partito: “Rispetto per il lavoro dei giudici” è la parola d’ordine di Renzi. Che poi sferra l'attacco: “Noi siamo genuinamente garantisti – sottolinea alludendo al M5S - Noi non chiederemo le dimissioni del sindaco di Livorno, Nogarin”.

 

Migranti e Brennero - Renzi, in direzione Pd, affronta anche temi di richiamo internazionale. Come la questione dei migranti e il nodo Brenenro. "Tutti ad applaudire" gli interventi sull'Europa di Barack Obama e di papa Francesco, "e poi che accade? Accade che l'Europa continua ad inseguire la strada della paura" e il "Brennero è l'esempio più concreto ma non non l'unico". E ancora: "Se crei fantasmi o credi ai fantasmi creati da altri, chi è più bravo ad alimentare paure e generare mostri, vince sempre". Parole, queste, che arrivano a poche ore di distanza dalle dimissioni in Austria di Werner Faymann, cancelliere e capo del Partito socialdemocratico (Spo) che ha annunciato il passo indietro dopo il ko elettorale e le polemiche su Brennero e migranti.  

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