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Evento a Firenze con il premier in vista del referendum di Ottobre. Sulle Unioni Civili: "Le votiamo tra il 10 e il 12 maggio". Al suo arrivo contestato per il decreto "salva banche"

"Il lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso". Così il Matteo Renzi ha dato il via da Firenze alla campagna elettorale per il referendum costituzionale di ottobre.

Renzi: "Restituiamo agli italiani l'orgoglio"
- "Anni fa l'Italia era incastrata in una depressione politica - ha continuato il premier - Si chiedeva di abbassare le tasse e si rimase per sei mesi a discutere su come chiamare la tassa che si voleva eliminare". "A fronte di questo, è accaduto che le riforme improvvisamente hanno cominciato a a realizzarsi", ha rivendicato l'ex sindaco di Firenze.   Renzi ha poi spiegato che "quello che stiamo cercando di fare che è molto più importante del Pil, è restituire agli italiani l'orgoglio di appartenere a qualcosa di grande".

"Bivio tra Italia che dice Sì e quella che dice No" - "Girerò come un globe-trotter. Siamo a un bivio tra l'Italia che dice sempre sì e l'Italia che dice solo no" ha ribadito Renzi, ribadendo la sua intenzione di fare un passo indietro in caso di sconfitta al referendum: "La rottamazione non vale solo quando si voleva noi.... Se non riesco vado a casa". Renzi ha quindi lanciato una "gigantesca campagna casa per casa" proponendo la creazione di "10mila comitati in tutta Italia, composti da un minimo di 10 e massimo di 50 persone". - "C'è un'Italia che dice sì ed è più forte di tutto il resto" ha poi affermato.


Unioni civili saranno votate tra il 10 e il 12 maggio
- Renzi ha poi anche annunciato che "tra il 10 e il 12 maggio votiamo le unioni civili, probabilmente con la fiducia" aggiungendo poi che "l 25 maggio ci sarà il voto della legge sul terzo settore".

 





Banche, "Abbiamo messo la parola fine a un sistema" - Renzi ha poi affrontato anche il tema banche, sul quale è stato fischiato da alcuni contestatori al suo arrivo. "Abbiamo salvato i correntisti" ha rivendicato il premier, sottolineando che "i problemi delle banche non si originano qui, ma che hanno visto intere classi dirigenti reggersi l'un l'altra. Abbiamo messo la parola fine, e adesso diciamo portiamo le banche a dare credito alle piccole imprese, alle famiglie".


Data ultima modifica 02 maggio 2016 ore 12:22

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