Giustizia, Grillo con Davigo. Renzi replica: "Rispetto i magistrati"

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Prosegue la polemica dopo le parole del neo presidente dell’Anm ("I politici non hanno smesso di rubare"), che poi si era corretto: "Mi riferivo alle mie inchieste". Per il Pd è una provocazione, il Movimento 5 Stelle si schiera con lui. Il ministro Orlando: "Stop polemiche"

“I politici non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi. La classe dirigente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi". Non si placa la polemica dopo le parole del neo presidente dell'Anm Piercamillo Davigo, ex esponente del pool Mani pulite, che poi aveva precisato: “Non ho mai pensato che tutti i politici rubino, mi riferivo alle mie inchieste".

Oggi è arrivato il commento del premier Renzi, che chiede rispetto: "Personalmente ammiro i moltissimi magistrati che cercano di fare bene il loro dovere - sostiene il presidente del Consiglio - e anche i moltissimi politici che provano a fare altrettanto. Il rapporto tra politici e magistrati deve essere molto semplice: il politico rispetta i magistrati e aspetta le sentenze. Il magistrato applica la legge e condanna i colpevoli. Io rispetto i magistrati e aspetto le sentenze". E se il ministro della Giustizia Andrea Orlando chiede "sinergia e leale collaborazione tra tutti i soggetti della giurisdizione", Lega e M5S si sono invece schierati con Davigo, con Grillo che ha espresso "solidarietà a un uomo straordinario".


L'attacco di Di Maio
 

 

Le reazioni di Cantone e Bruti Liberati - Alle parole di Davigo arrivano reazioni anche dai magistrati. "L'idea che ci sia un mondo tutto pulito, la magistratura, e un mondo tutto sporco, la politica e la burocrazia, è comoda da vendere come fiaba; ma è falsa" commenta in un'intervista al Corriere della sera (RASSEGNA STAMPA) il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.

"Non esiste una magistratura buona contro  un'Italia di cattivi, vederla così è in linea di principio sbagliato, e inoltre si scontra con la realtà" afferma Edmondo Bruti Liberati, ex  procuratore capo di Milano in un'intervista a Repubblica.

Data ultima modifica 23 aprile 2016 ore 19:45

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