Riforme, sì definitivo: stop bicameralismo, nasce il Senato dei 100

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Con una maggioranza di 361 sì, e l'assenza delle opposizioni dall'Aula al momento del voto, la Camera dei deputati licenzia il ddl Boschi: LA SCHEDA 

Dopo due anni arriva il via libera finale alle riforme costituzionali. Con 361 sì, 7 no, e l'assenza delle opposizioni dall'Aula al momento del voto, la Camera dei deputati licenzia in via definitiva il ddl.

 

 

Referendum ad ottobre - La palla passa ora ai cittadini, che dovranno esprimersi attraverso il referendum. Il prossimo autunno - questa la data scelta dal governo - Matteo Renzi si giocherà il suo stesso futuro politico, come ha ricordato nell'intervento fatto il giorno in cui il ddl è approdato in Aula. "La riforma costituzionale segna un passaggio storico" ribadisce da Teheran.

 

 

Di seguito le principali novità introdotte dal ddl Boschi, che non tocca i poteri del governo ma modifica e completa la riforma del Titolo V del marzo del 2001, che ha introdotto il Federalismo.


Federalismo e nuovo Senato, ABC ddl Boschi -
Stop al bicameralismo perfetto; un Senato con meno poteri legislativi e composto da 95 senatori eletti dai Consigli regionali ma con legittimazione popolare che potrà proporre modifiche alle leggi approvate dalla Camera; nuovo Federalismo, con abolizione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni e alcune competenze strategiche riportate in capo allo Stato. Abolizione definitiva delle Province e del Cnel. 

 

Il Senato dei 100 -   Ben 10 Regioni avranno due soli senatori nel nuovo Senato previsto dal ddl Boschi, uno dei quali sarà un sindaco, e uno solo sarà un Consigliere regionale "scelto" dagli elettori. Il dato deriva dalla ripartizione dei seggi in base all'ultimo censimento, effettuato nel 2011. La Lombardia, con i suoi 14 senatori sarà la regione con il maggior peso specifico.

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