Intercettazioni, Pd: servono regole. M5S: no al bavaglio

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Botta e risposta sul tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione ma Renzi frena: "Il governo non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni"

Prosegue la polemica sul tema delle intercettazioni. Dopo la pubblicazione di telefonate registrati nell'ambito dell'inchiesta di Potenza, il governo vorrebbe accellerare con una legge che regolamenti la pubblicazione delle intercettazioni.

 

Il neo presidente dell'Anm, Pier Camillo Davigo frena e dice: "Non si parla di intercettazioni ma di pubblicazione delle intercettazioni. Non servono giri di vite, le leggi già ci sono".

 

Renzi: governo non ci rimette mano - "Il governo non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni. Ci sono molti magistrati che sono molto seri nell'usarle. Certo che le intercettazioni servono. Servono per scoprire i colpevoli, ma tutti gli affari di famiglia e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli sui giornali. Molti magistrati non passano queste informazioni. Spero che ci sia buon senso da parte di tutti", così il presidente del consiglio Matteo Renzi.

In precedenza, Davide Ermini, responsabile giustizia del Pd, a Sky Tg24 aveva sotolineato che "manca la regolamentazione" e che il Pd non intendende toccare "lo strumento investigativo, ma occorre distinguere tra intercettazioni rilevanti e quelle irrilevanti".

 





Il M5S: "Vogliono il bavaglio" - Una mossa che trova la netta opposizione del Movimento 5 Stelle. Sul suo blog Grillo scrive che Renzi vuole mettere "il bavaglio alla magistratura e all'informazione libera rimasta per coprire le vergogne del governo". Posizione rilanciata anche da Michele Dell'Orco, capogruppo grillino alla Camera, che a Sky Tg24 sostiene che "Renzi è nervoso" e vuole "mettere il bavaglio alle intercettazioni come voleva fare Berlusconi".




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