Renzi a Pompei: "L'Italia non si è arresa al proprio declino"

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Il presidente del Consiglio ha visitato, insieme al ministro della Cultura Frenceschini, sei Domus appena restaurate e di nuovo accessibili al pubblico. Il nostro Paese, ha detto il premier, "se smette di piangersi addosso può tornare a essere leader, forte, faro: quello che il mondo si aspetta che sia". E ancora: "L'Italia non si è fermata, è in marcia"

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha visitato, insieme al ministro della Cultura Dario Franceschini, sei Domus appena restaurate nell'ambito del “Grande Progetto Pompei”. Si tratta della Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio e la Casa dell'Efebo: tutte sono tornate accessibili al pubblico. “Indipendentemente dalle idee politiche e dalle opinioni, è bello che gli italiani possano sapere che l'Italia non si è fermata, è in marcia, non si è arresa al proprio declino”, ha detto il premier.



“Facevamo notizia per i crolli, adesso facciamo per i restauri” - La visita agli scavi è stata per Renzi anche l'occasione per dire che “l'Italia, se smette di piangersi addosso, è nelle condizioni di poter tornare a essere un paese leader, forte, faro: quello che il mondo si aspetta che sia". Da Pompei, ha aggiunto il premier, si può dire che "l'Italia è nelle condizioni di dire basta alle opere incompiute”. “Facevamo notizia per i crolli, adesso facciamo notizia per i restauri”, ha detto ancora il presidente del Consiglio. E infine: dopo gli ultimi eventi e con l'escalation terroristica, "Pompei è anche la risposta identitaria di un Paese come il nostro. Loro vogliono distruggere quello che abbiamo, ma noi  abbiamo cose che nutrono l'anima”.

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