Banche, la Camera respinge la sfiducia al ministro Boschi

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373 no, 129 a favore. L'aula si è espressa così sul presunto conflitto d'interessi del ministro per le Riforme. A favore della proposta del M5S, anche Lega e Sinistra Italiana. Intanto il governo affida gli arbitrati per chi ha perso tutto all'Anac di Cantone

La Camera ha respinto la mozione di sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti del ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi relativamente alla vicenda banche. I voti a favore sono stati 129 , 373 i contrari.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, contro cui il M5s aveva presentato una mozione di sfiducia sulla vicenda delle quattro banche salvate, ha ribadito prima del voto di non aver mai favorito la propria famiglia e ha detto che se il padre, ex vicepresidente di Banca Etruria, ha sbagliato dovrà pagare. “Se le accuse fossero vere - ha detto - mi dimetterei” ma, ha sottolineato nel finale del suo intervento, “la realtà dei fatti è molto più forte del qualunquismo, della demagogia e del populismo”.

 

“Amo mio padre, se ha sbagliato deve pagare”

 

 

 

 

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Le accuse del M5s - La mozione dell'M5s sosteneva che il ministro Boschi è in conflitto d'interessi per la posizione del padre Pier Luigi e del fratello Emanuele, che "hanno avuto rapporti professionali e di dipendenza" con Banca Etruria. "In particolar modo Pier Luigi Boschi è stato consigliere di amministrazione e, fino al febbraio 2015, anche vice presidente del medesimo consiglio di amministrazione", recitava il testo della mozione.

 

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