Pil, Renzi: "Chiuderemo l'anno con un più 0,8%"

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Alla presentazione del libro di Bruno Vespa il premier interviene a 360 gradi sull'agenda politica. Sulle amministrative mette le mani avanti: "Fino alle primarie a marzo non ci sono candidati". A chi lo accusa di troppa prudenza sul terrorismo avverte: "La nostra è saggezza. La politica estera non si fa con le emozioni"

Il calo della disoccupazione, l'incognita sulla crescita del Pil, la rivendicazione delle riforme portate in porto, le scelte di politica estera di fronte alla minaccia del terrorismo. Sono tanti i temi toccati da Matteo Renzi nel corso di un incontro per la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.

Renzi: "Probabile che il Pil sia più 0,8%" - "Noi abbiamo fatto lo 0,7 di crescita, poi visto che le cose andavano un po' meglio abbiamo fissato lo 0,9%. Secondo me chiudiamo allo 0,8 anche se il Mef sostiene che comunque sarà lo 0,9" sostiene Renzi, parlando del risultato attesto per il prodotto interno lordo per il 2015. Il commento arriva nel giorno in cui l'Istat certifica un calo della disoccupazione. "I dati sono migliori delle previsioni di inizio anno. Ora la disoccupazione è all'11,5%, quella giovanile al 39,8%" commenta il premier, che però avverte "se uno è contento del 39,8% va ricoverato però". In ogni caso il giudizio di Renzi è ottimista: "L'anno scorso ci si chiedeva se l'Italia avrebbe fatto la fine della Grecia, oggi si dice che forse non riprenderemo la Germania: è cambiata la  prospettiva".

Più soldi per la ricerca - Come sua abitudine l'ex sindaco di Firenze non manca poi di rivendicare le riforme realizzate dal governo: "Da 20 anni non si facevano riforme, è stato un corso di recupero per noi farle". Particolare attenzione la riserva all'istruzione, annunciando "più soldi per la ricerca, 500 posti per ricercatori presi con iniziative anche fuori dai giri universitari, più soldi per i centri di eccellenza come il Cern". "La defiscalizzazione è iniziata con la cultura, non escludo che l'art bonus sia allargato ai centri di ricerca" aggiunge il presidente del Consiglio.

 

 

 



Renzi: "Evitare di fare in Siria quanto fatto in Libia"
- Impossibile poi non parlare di terrorismo e di Siria. "L'Italia non ha una posizione pregiudizialmente ostile a interventi anche di natura militare o più forti di natura diplomatica ma chiede solo che non si faccia ciò che è accaduto in Libia: un intervento senza strategia di cui si pagano le conseguenze" spiega Renzi che avverte: "Non accetterò mai che la politica estera sia lasciata alle emozioni". "La nostra non è prudenza ma saggezza e io ne sono fiero" aggiunge, annunciando di essere al lavoro "perché Roma possa ospitare un evento sulla Libia come quello che Vienna ha ospitato sulla Siria".

Nessun candidato fino alle primarie di marzo - Sulle amministrative del prossimo anno e la scelta dei candidati il segretario del Pd non mette le mani avanti e a chi gli chiede sull'ipotesi di candidatura del vicesindaco Francesca Balzani alle comunali a Milano risponde: "Al momento non mi risulta che ci sia nessun candidato o candidata, da qui a marzo, quando ci saranno le primarie, ci sarà tempo". E il premier non si risparmia una battuta a chi lo ha accusato di "comprarsi" il voto dei diciottenni con il bonus dei 500 euro: "Hanno detto che noi buttiamo soldi per comprare i voti. Non trovo frase più volgare e squallida di questa. A parte che fino al 2018 non si vota, ci puoi scommettere".

Data ultima modifica 01 dicembre 2015 ore 17:17

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