Alfano a SkyTG24: se bombardata, Siria rischia di essere una Libia-bis

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Il ministro dell'Interno ospite di Maria Latella: “Per Damasco serve un percorso di stabilizzazione”. E chiarisce: “Non sono emersi collegamenti con la criminalità organizzata”. Su Schengen: “Non è morta ma serve revisione”. Pericoli in Italia? "Nessun Paese è a rischio zero ma in Italia si può stare tranquilli"

"Se la Siria fosse bombardata senza un percorso di stabilizzazione potrebbe diventare una nuova Libia". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano a "L'intervista" di Maria Latella su Sky TG24. "Noi non abbiamo per oggi certezza che non si vada verso una Libia-bis". Per Alfano, "nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona: poi nessun paese è a rischio zero".

 

 

 

 

“Rivedere Schengen” - "Occorrono alcune revisioni del codice Schengen per rendere più blindate le frontiere esterne”, aggiunge poi il titolare del Viminale: “Non esiste nessuna confederazione di stati che abbia cancellato i confini interni e non presidiato quelli esterni. Ci sarà un immagazzinamento dati che comprimerà un po' la nostra privacy su alcuni aspetti ma indispensabile in questo momento". E spiega: "Per puntare alla sicurezza rinunciamo ad un pezzo della nostra privacy".

 

 


 

 

Niente legami con la criminalità organizzata - Secondo Alfano, "un legame diretto e netto tra terrorismo e criminalità organizzata non è ancora emerso in termini netti. Abbiamo alcuni elementi e dobbiamo andare su quelli". A proposito dell'inasprimento delle misure prese contro la mafia e delle minacce a lui rivolte, Alfano commenta: "Abbiamo fatto molte cose, come l'inasprimento del 41 bis, per cui me l'hanno giurata. Ma non me ne curo".

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