Renzi: "Per il dopo Expo grande centro di ricerca mondiale"

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Governo pronto a investire 1,5 miliardi in 10 anni. Il progetto darà lavoro a 1.600 ricercatori. Il premier: "Milano diventi la locomotiva d'Europa". E aggiunge: "In 20 mesi abbiamo fatto ciò che è stato rimandato per 20 anni". Poi ringrazia Sala: "Dico grazie a Beppe. Non posso dire altro per ovvi motivi“

Il governo è pronto a fare la sua parte per il dopo Expo (LO SPECIALE). Il premier Matteo Renzi passa dalle parole ai fatti, anzi alle cifre: 150 milioni all'anno per dieci anni. E' quanto investirà sul futuro dell'area di Rho, una volta smantellati i padiglioni, per realizzare quello che sarà un grande centro di ricerca mondiale. Renzi lo ha annunciato, durante il suo intervento al Piccolo Teatro di Milano, presentando il piano del governo, lo Human Technopole Italy 2040. Piano che prevede la realizzazione di "un grande centro a livello mondiale che affronti insieme il tema della genomica, dei big data, della nutrizione, del cibo e della sostenibilità” ha spiegato il presidente del Consiglio, che ha anche quantificato il numero dei ricercatori che "da subito" potrebbero essere coinvolti nel progetto: 1.600.

 

Milano: locomotiva d’Italia e d’Europa - Il nuovo polo dovrà mettere "insieme discipline diverse, dall'alimentazione alla robotica allo studio dei genomi del cancro, dove al centro ci sia l'uomo". Il simbolo di "un nuovo Umanesimo" ha detto Renzi spiegando che fino ad ora si sono creati solo centri su singole discipline e non interdisciplinari. La discussione è aperta e resta in piedi anche il progetto del campus universitario, avanzato dal rettore della Statale Gianluca Vago. “E’ totalmente sinergico", ha precisato Renzi. Sul dopo Expo “accettiamo ogni tipo di suggerimento, ma non siamo disposti a lasciare il progetto sulle aree in mano ai campanili. Sarebbe inaccettabile in Italia, ed in particolare a Milano, che è la locomotiva del Paese e dell'Europa".

 

Renzi: grazie di cuore a Beppe, non dico altro – Per il successo di Expo Renzi ha ringraziato tutti (“L’Expo non l'ha vinta Milano - ha detto provocatoriamente - ma le persone che hanno visitato il sito”) e ha poi rivolto un messaggio a parte al Commissario Unico dell’Esposizione Universale, Giuseppe Sala: "Grazie a Sala. E non dico altro". Una frase che è suonata come un accenno indiretto, al fatto che Sala, qualche giorno fa, si sia detto disponibile a fare qualcosa per la città, sciogliendo in pratica le riserve per la sua candidatura a sindaco di Milano, auspicata dal premier.

 

"Dati Inps, segno di una novità" - "L'Expo – aggiunge -  è stato simbolo di chi non si rassegna ed è stato un grande successo". L’Italia, “non è un concentrato di problemi, dobbiamo essere capaci di generare talenti smettendo di compiangerci" afferma il presidente del Consiglio dal Piccolo di Milano, ricordando gli incoraggianti dati Inps da leggere in chiave lotta al precariato: “Sono il segno di una novità”.

 


 

"Dobbiamo tornare ad avere un governo ogni 5 anni" - "Negli ultimi 20 anni l'Italia ha parlato tutti i giorni di riforme e negli ultimi 20 mesi le riforme sono state realizzate - ha sottolineato il premier - . Non esprimo un giudizio di merito: c'è chi apprezza e c'è chi contesta, ma in 20 mesi si è fatto ciò che è stato rimandato per 20 anni". Rivendica, dunque, i risultati delle "riforme organiche" avviate dal suo governo e guarda al futuro: “La domanda ora è come vogliamo essere fra 20 anni”. Questo governo, ricorda, “è il numero 63 e io il presidente del Consiglio numero 27: tornare ad avere un governo ogni cinque anni è una prima riforma molto semplice, che non ci porta ad essere visionari, ma ad essere in linea con quanto accade altrove".

 


 

 

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