Roma, Marino ritira le dimissioni. L'ex assessore Esposito: "E' un bugiardo"

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Il dietrofront del sindaco: "Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale". Rottura con il partito: raggiunta la quota dei 25 consiglieri per fare decadere il primo cittadino. Lasciano 7 assessori. Sabella: "Un avviso di garanzia non è una condanna"

“Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato”. Ignazio Marino cita l’ex presidente del Cile Salvator Allende per spiegare il suo dietrofront e parlare della notizia, confermata dal suo avvocato, dell’iscrizione nel registro degli indagati per peculato.

Il sindaco di Roma è rientrato nel pieno dei suoi poteri giovedì sera, quando ha ritirato ufficialmente le sue dimissioni dopo giorni di attesa e di tentativi di mediazione. Il Pd, però, non ci sta e tra il chirurgo e il partito è rottura. E' stata raggiunta la quota 25, ovvero il numero necessario dei consiglieri dimissionari per fare cadere consiglio e giunta in Campidoglio. Le dimissioni di massa saranno presentate oggi. Intanto, hanno fatto un passo indietro 7 assessori su 12. E l'ex assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, dopo aver appreso la notizia dell'iscrizione Marino nel registro degli indagati attacca: "Devo prendere atto di avere dato la mia lealtà a un bugiardo". Per un altro esponente della giunta dimissionario, Sabella, invece, "un avviso di garanzia non è una condanna".  

 


 

Legale conferma: Marino indagato per peculato - Dopo le indiscrezioni di stampa, intanto, è appunto arrivata la conferma. Marino è indagato dalla Procura di Roma per il reato di peculato. Il riferimento è alla vicenda delle spese effettuate con la carta di credito intestata al Comune. “Marino ha ricevuto un avviso di garanzia ma so che lo avrebbe voluto dire in giunta, pubblicamente, come si fa in tutte le democrazie”, ha detto l’avvocato Enzo Musco. Il sindaco, stando a quanto riferito dal suo difensore, è sotto inchiesta per truffa in relazione alla onlus Imagine, fondata dal chirurgo nel 2005, per presunte irregolarità legate a dei contratti di collaborazione.

 

Ecco chi potrebbe dimettersi

 




Marino vuole il confronto in Aula - Ma Marino guarda avanti. “Sono certo che il nostro operato abbia con fatica raggiunto l'obiettivo di ripristinare legalità e trasparenza”, si legge nella lettera con cui sono state ritirate le dimissioni. Lettera in cui si parla anche dell’”attesa di verificare la sussistenza delle condizioni politico-amministrative che permettano la prosecuzione del mandato”. L’idea del sindaco è quella di arrivare allo scontro finale in Aula e lì verificare numeri e alleanze: “Ritengo che ci sia un luogo sacro per la democrazia che è l'Aula. Voglio un confronto trasparente con la mia maggioranza”.


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