Manovra, polemica su Sanità. Governo: possibile aumento tasse in Regioni con deficit

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Il sottosegretario all’Economia Zanetti annuncia che il blocco agli incrementi delle imposte varrà per tutti ad eccezione degli Enti in eventuali disavanzi sanitari. Il coordinatore degli assessori Garavaglia: “Si può anche scegliere di agire sui ticket”. Intanto Chiamparino si dimette da Conferenza delle Regioni

La legge di stabilità si prepara ad essere depositata sul tavolo del presidente della Repubblica per poi approdare in Parlamento, come annunciato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che ha parlato di “questione di ore”. Ma si accendono le polemiche sul tema Sanità. Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti annuncia infatti che il blocco all’aumento delle tasse locali varrà per tutti "fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all'addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari". L'aumento delle tasse è qualcosa che "non deve succedere", ha precisato il sottosegretario rispondendo alle domande sul rischio di un rincaro effettivo nelle Regioni che più soffriranno della revisione delle risorse destinate alla sanità, "ma questo è uno spazio che deve essere lasciato aperto ove ci siano problemi di gestione della sanità".

 

Garavaglia: “Si può scegliere anche di agire sui ticket” - Per il coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia si può però anche scegliere di agire sui ticket. "E’ una scelta che fa capo ai presidenti e le giunte delle Regioni, mentre l'aumento delle addizionali Irpef e Irap, in questo caso, è un automatismo".  Ad ogni modo, ha aggiunto Garavaglia, "va sottolineato che il disavanzo in Sanità non sempre è frutto di malgoverno, ma anche di un'eccessiva riduzione del Fondo sanitario. E con questa Legge di Stabilità il Fondo sanitario nazionale arriva al 6,6% del Pil, segnando un record in negativo negli ultimi anni, anche considerando che in Paesi come Francia e Germania tale percentuale sul Pil supera l'11%".

 

Chiamparino, dimissionario, dice: “Serve una risposta del governo” - Intanto, Sergio Chiamparino si dimette dalla presidenza della conferenza Stato-Regioni dopo il giudizio della Corte dei Conti sul bilancio del Piemonte. E in una conferenza stampa osserva che “l'aumento del Fondo sanitario rispetto allo scorso anno è pari a 1 miliardo ("ma erano 3 in più quelli previsti dall'accordo di luglio in Conferenza Stato Regioni"), "e tuttavia l'aumento è tale se non include i Lea (Livelli essenziali di assistenza), che costano 800 milioni; il Fondo può diventare invece incapiente se i contratti dei medici (pari a 400 milioni) e i farmaci innovativi e per combattere l'epatite C (complessivamente 1 miliardo le due voci) sono a carico del Servizio Sanitario nazionale". E aggiunge: "Una risposta da parte del Governo non è irrilevante per capire se questo miliardo in più messo in Legge Stabilità nel Fondo sanitario è sufficiente o no".

 

 

 

Renzi: “Comuni e Regioni non possono alzare le tasse nel 2016” - Sul tema torna in serata il premier Matteo Renzi: “A chi dice che aumenteremo altre tasse, dico che nel 2016 nessun comune o regione le potrà alzare rispetto al 2015, per legge. Vi ricordate una legge finanziaria del passato con una riduzione di tasse di questo genere? Ditemelo vi prego. Se ve la ricordate, ditemelo. Io non me la ricordo".

Data ultima modifica 22 ottobre 2015 ore 19:23

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