Marino: "Non sono indagato e rifletto su dimissioni". Ma il Pd lo gela

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Conferenza stampa del primo cittadino di Roma dopo il passo indietro dei giorni scorsi e le polemiche per i rimborsi spese. "Vergognosi e in malafede gli esposti di Cinque Stelle e Fratelli d'Italia". L'avvocato: "Non può ricordare con esattezza cene di 15 mesi prima"

"Mi sono dimesso perché ho estremo rispetto per l'autorità dimissionaria e per spiegare i fatti. Non sono iscritto nel registro degli indagati, sono entrato in procura come persona informata sui fatti. E così ho lasciato la procura. Non sono indagato". E' quanto dice, in una conferenza stampa, il sindaco di Roma Ignazio Marino, nel primo incontro coi giornalisti dopo la formalizzazione del suo passo indietro, giudicando "vergognosi e in malafede" gli esposti presentati dal Movimento 5 Stelle e da Fratelli d'Italia.

 

"Revoca dimissioni? Farò opportune riflessioni" - Marino parla poi della possibilità di revocare la propria decisione. "Così come prevede la legge, e come detto nella mia lettera di dimissioni, pensavo e penso che ho 20 giorni per fare opportune riflessioni e verifiche sulle mie dimissioni". Nel frattempo, i supporter di Marino torneranno in piazza del Campidoglio domenica 25 ottobre alle 12 per tornare sui suoi passi.

 

Il Pd: "Non ci sono condizioni per andare avanti" - Ma dal Pd, qualche ora dopo, arriva una risposta gelida. "Non ci sono le condizioni politiche per andare avant", è la linea ribadita durante un incontro tra Orfini e i consiglieri comunali dem.E anche la stessa Sel, con Nichi Vendola, giudica "un'eventualità abbastanza remota" l'ipotesi di una ricandidatura del sindaco uscente. 


"Mai usato denaro pubblico a scopo privato" - Nella sua conferenza stampa il sindaco era tornato sulla vicenda dei rimborsi spese che ha provocato le sue dimissioni. "Non ho mai usato denaro pubblico a scopo privato semmai il contrario. A New York ho incontrato chi si occupa di housing sociale al termine della mia vacanza estiva e anche se gli incontri erano istituzionali mi sono pagato l'albergo da solo", aveva precisato.

 

 

L'avvocato: "Non può ricordare con esattezza cene di 15 mesi prima" - E il suo legale, l'avvocato Enzo Musco, aveva puntualizzato: "Una persona con impegni così gravosi non può ricordare con esattezza cene o appuntamenti anche a 15 mesi di distanza". Prima di aggiungere: "Davanti alla magistratura ci siamo difesi sulla vicenda degli scontrini senza accusare nessuno ma spiegando come funziona la burocrazia romana: gli scontrini venivano portati in Comune il giorno dopo gli appuntamenti istituzionali e registrati dopo molto tempo; e da parte di coloro che li registravano non veniva commesso alcun falso, perché si tratta di una prassi burocratica validata anche dal regolamento Anci sui rimborsi".

 

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