Renzi: "Rotto rapporto tra Marino e Roma". Card. Vallini: "Serve nuova classe dirigente"

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Il premier archivia l'esperienza amministrativa del chirurgo nella Capitale: "Il prossimo primo cittadino? Lo sceglieranno i romani". In una lettera in vista del Giubileo, il vicario del Papa scrive che la città ha bisogno di una "scossa" per rinascere. Il Vaticano: "I lavori per il Giubileo non sono a rischio". Sit-in in piazza del Campidoglio a sostegno del sindaco, ma lui conferma le dimissioni: "Non ci ripenso"

"Non so se tra Marino e il Pd si sia rotto qualcosa, ma qualcosa si è rotto tra l'amministrazione e la città". E' quanto dice il premier Matteo Renzi commentando le dimissioni annunciate del sindaco di Roma che saranno formalizzate nelle prossime ore. Per Renzi si deve cogliere "l'occasione del Giubileo per fare delle cose utili per la città: far funzionare la metropolitana, tappare le buche nelle strade, gestire la quotidianità. Questo è l'abc del sindaco". Quanto al commissario per la fase di transizione pre-elettorale, "quello di Sabella come commissario è un ottimo nome, ma chi sarà il commissario - ha sottolineato - lo deciderà il prefetto di Roma".

"Il sindaco? Lo scelgono i romani" - "Il sindaco lo scelgono i romani - dice durante una trasmissione televisiva a proposito della possibilità delle primarie nella Capitale - Credo che se c'è una cosa sicura è che non posso essere io a scegliere il sindaco. Se siamo il partito delle primarie i romani lo scelgano e speriamo scelgano bene. Facciamo bene attenzione...".
 

 

Vallini: "Ripartire dalle risorse religiose e civili di Roma" - Le parole del premier arrivano dopo una lunga giornata iniziata con la pubblicazione di una "Lettera alla città", stilata perché Roma sia "stimolata a rinascere, ad avere una scossa", in vista del Giubileo. Ne è autore il cardinale vicario Agostino Vallini. "Ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti a Roma", esorta Vallini che auspica anche la "formazione di una nuova classe dirigente nella politica". Il documento, che arriva proprio nel momento della crisi dell'amministrazione capitolina, è il frutto del lavoro maturato in un anno e mezzo nel Consiglio Pastorale diocesano, l'organismo di consulenza presieduto dal cardinale Vallini e composto dai vescovi ausiliari, da sacerdoti e religiose.

 
"Tutto nasce da una riflessione sulla presenza e sulla responsabilità della Chiesa nella città, spiega Vallini al settimanale diocesano Roma Sette. Una commissione del Consiglio era stata incaricata di preparare questo documento affinché la città potesse essere stimolata a rinascere, potesse avere una scossa". Un impegno che assume una valenza particolare alla vigilia del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco e che chiede di "far incarnare il volto della misericordia nella vita della città". Non si tratta di una denuncia, quanto di "un'analisi della situazione attuale", aggiunge il cardinale vicario, con l'intento di "condividere gli affanni della città" e con l'invito a "ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti a Roma". Molti i temi presenti nella lettera, dall'accoglienza alle nuove povertà, fino alla formazione di una nuova classe dirigente nella politica.

 

Il Vaticano: "I lavori per il Giubileo non sono a rischio" - E poco dopo un'altra voce del Vaticano si affianca a quella del cardinal Vallini. Le dimissioni del sindaco e il difficile momento che sta vivendo Roma, fa sapere il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, "non credo mettano a rischio i lavori per il Giubileo". "Da informazioni che ho, credo si possa andare avanti con una certa serenità".

 

 

In piazza i sostenitori di Marino: "Resisti" - Intanto in piazza del Campidoglio nella giornata di domenica si sono dati appuntamento i sostenitori del sindaco Ignazio Marino, che dovrebbe confermare lunedì le sue dimissioni. Con cartelli dove si legge "Marino resisti, i cittadini onesti sono con te" e  "Io sto con Ignazio Marino" i supporter hanno espresso il loro sostegno al sindaco. "Ha chiamato la Guardia di Finanza, ha messo tutto in mano alla Procura, ha chiesto pulizia", hanno detto alcuni partecipanti, che invitano Marino a ricandidarsi senza l'appoggio del Partito democratico. In piazza a manifestare anche Marco Miccoli, deputato proprio del Pd, secondo cui " avremmo dovuto discutere meglio prima di togliere la fiducia a Marino, il danno prodotto è questo: una frattura all'interno del Pd e all'interno del nostro elettorato. C'è stato un errore di chi ha diretto questa operazione, dal rimpasto di giunta egli ultimi eventi".




Marino sulle dimissioni: "Non ci ripenso" - Marino è anche sceso in piazza tra i suoi sostenitori, tra chi lo abbracciava e chi gli diceva di non mollare, dicendo "grazie, grazie". A chi gli chiedeva però di rinunciare a dimettersi ha risposto con un secco "No!".
Poi, su un post su Facebook, ha confessato di essersi commosso per la partecipazione dei romani.

 

Ho pianto, mi sono scese le lacrime a vedere le migliaia di cittadini romani che in queste ore si stanno mobilitando con...

Posted by Ignazio Marino on Domenica 11 ottobre 2015

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