Riforme, bagarre in aula. Scontro tra M5S e verdiniani per un gestaccio

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Seduta sospesa per un gesto volgare dal senatore Barani verso la grillina Lezzi. E continua la polemica sull’emendamento Cociancich con Calderoli e altri che mettono in dubbio l’autenticità. Ma il senatore dem: “Me ne assumo la totale paternità”. M5S attacca il presidente del Senato. I lavori riprenderanno sabato alle 9.30

Bagarre al Senato, durante la discussione sul ddl Boschi, dopo che la senatrice M5S Paola Taverna ha denunciato un gestaccio di natura sessuale nei confronti della collega Barbara Lezzi da parte del verdiniano Lucio Barani. L'aula, impegnata a discutere la riforma della Costituzione, è stata sospesa  da Pietro Grasso, che ha convocato per lunedì un ufficio di presidenza per indagare sull'accaduto. "D'ora in poi, visto che l'escalation è arrivata al punto di minare la civile convivenza, il rigore sarà assoluto", ha detto il presidente del Senato. "Sono veramente dispiaciuto”, si è giustificato Barani parlando di “equivoco”. “Con la mano rivolta verso il mio stesso volto invitavo quanti impedivano l'intervento del senatore Falanga ad ingoiare i fascicoli che tanto veementemente stavano sventolando”, ha spiegato.

In seguito la seduta è ripresa fino a sera e l'Aula ha bocciato a scrutino segreto un emendamento della Lega sulle minoranze linguistiche, sul quale il governo si era rimesso all'aula e su cui il Pd aveva annunciato il suo "no". I sì sono stati 116, i no 160, 3 gli astenuti. I lavori riprenderanno alle 9.30 di sabato.

Nel corso della giornata, dopo l'approvazione di ieri dell'articolo 1, si sono affrontati gli emendamenti all'articolo 2, quello che stabilisce le modalità di elezione dei senatori, cuore della riforma. Ad inizio di seduta, con 176 no, 120 sì e 4 astenuti, l'Aula ha inoltre respinto l'emendamento soppressivo dell'articolo 2 del ddl Boschi, firmato da Andrea Marcucci (Pd), che era stato ritirato e fatto proprio dal M5S.

 


 

Grasso: "Io sono imparziale e resto arbitro" - E in Aula si sono alternati diversi momenti di tensione. Al centro dello scontro ancora l’emendamento Cociancich, che ha introdotto il 'super canguro'  all'articolo 1 della riforma costituzionale, cancellando in un solo colpo 220 pagine di emendamenti.

Ma le polemiche non riguardano solo Cociancich. Il Movimento 5 stelle con il senatore Alberto Airola torna ad attaccare il presidente del Senato, Pietro Grasso, per la conduzione dei lavori in Aula sulle riforme. "Io sono imparziale e resto arbitro" risponde Grasso.

 


 

Cociancich: “Mi assumo totale paternità dell’emendamento” – Sull’emendamento Cociancich  Lega minaccia in Aula di  rivolgersi alla magistratura. Roberto Calderoli chiede "copia in originale": perché, chiede l'esponente del Carroccio, l'esponente dem autore del testo "non si alza per dire che il testo è davvero suo?".   Stessa richiesta dal senatore 5 Stelle Nicola Morra.

 “Il documento c’è ed è firmato e intestato” assicura il presidente del Senato Pietro Grasso. E chiamato in causa interviene lo stesso Cociancich: “Non avevo preso la parola anche per rispetto nei suoi confronti perché per me la parola del Presidente del Senato non si discute. Assumo comunque la totale paternità dell'emendamento. E ne ho presentati anche altri alla riforma".

Il sospetto di Calderoli e altri era che l'ormai noto "emendamento Cociancich" non fosse stato scritto realmente dal senatore Dem, ma da altri. E se Cociancich non ne fosse il vero autore, l'emendamento dovrebbe venire dichiarato inammissibile in base a una norma del Regolamento del Senato secondo cui le proposte di modifica per essere valide devono essere sottoscritte con firma autografa.

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