Riforma Senato, prove di intesa. Grasso: misurare le parole

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Dopo la direzione Pd, la maggioranza starebbe lavorando ad alcuni emendamenti sull'indicazione dei senatori e anche sulle funzioni del Senato delle Autonomie. Boschi fiduciosa, apertura della minoranza dem. Il presidente di Palazzo Madama: "Non trattare la materia costituzionale come strumento di bassa politica"

Dopo la direzione del Pd, in Senato prosegue l’esame della riforma costituzionale, con la conclusione della discussione generale prevista per mercoledì. E continuano i tentativi di mediazione. La maggioranza, secondo indiscrezioni, sarebbe al lavoro sulla stesura di alcuni emendamenti al ddl Boschi che intervengano sull'indicazione dei futuri senatori, al comma 5 dell'art.2, e anche sulle funzioni del futuro Senato delle Autonomie. Nell'emendamento potrebbe essere inserita esplicitamente la frase che i senatori sono “scelti dai cittadini”.

 

In serata incontro tra maggioranza e minoranza Pd. Nessun accordo definitivo ma clima ottimista. "Passi avanti ma l'intesa deve essere ancora trovata", ha detto Maurizio Migliavacca. Tutto rinviato alla mattinata di mercoledì. Alle 9 è previsto il termine per la scadenza degli emendamenti.

Minoranza Dem: "Sembrano esserci condizioni per intesa" - Sarebbe questo l’accordo raggiunto con la minoranza del Pd e con una parte delle opposizioni. Per discutere su come procedere sul ddl riforme, si sono riuniti anche i sentaori della minoranza Dem: “Sembrano esserci le condizioni per un'intesa”, hanno detto esprimendo apprezzamento per l'apertura in Direzione sul comma 5 ma confermando che ripresenteranno lo stesso i propri emendamenti.
Sulla questione è intervenuto anche Pietro Grasso, che ha invitato a misurare le parole.

Grasso: misurare parole, vedo segnali dialogo - Il presidente del Senato ha parlato in occasione di una presentazione di un volume sulle costituzioni alla quale era presente anche il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Dopo i toni duri usati ieri dal premier Matteo Renzi, che hanno portato le opposizioni a parlare di "minacce alla seconda carica dello Stato", l’atteggiamento tra Grasso e Boschi è sembrato conciliante: i due hanno chiacchierato seduti uno accanto all’altra.

“Richiamo le parti politiche a non trattare la materia costituzionale come strumento di bassa politica e invito ad anteporre l'interesse generale a quelli particolari e personali. Le regole della democrazia qualificano la libertà di ciascuno di noi e vanno maneggiate con cura e cautela, misurando le parole e pensando alle future generazioni”, ha detto. E ancora: “Le regole non servono a garantire qualcuno oggi ma a proteggere tutti dagli abusi di domani. Per questo guardo con ottimismo ai positivi segnali di dialogo che si registrano nelle ultime ore auspicando un consenso ampio che produca una riforma coerente e funzionale all'efficienza del sistema e al rafforzamento delle garanzie democratiche”.

“Vi sono limiti invalicabili che nessuna revisione può superare – ha aggiunto –. Paradossalmente, anche una riforma della Costituzione può rivelarsi incostituzionale se viola quei valori immodificabili e supremi su cui la Carta si fonda”.



Boschi: “Il lavoro sia svolto con responsabilità” -
Dopo Grasso ha parlato anche Boschi. “Mi auguro che il lavoro di tutti noi, del governo e dei parlamentari, nelle prossime ore” sia svolto "saggiamente e con responsabilità", ha detto. “Stiamo cercando di cambiare la seconda parte della Costituzione e lo stiamo facendo con tutta la consapevolezza che, forse, siamo l'ultimo anello di un percorso che è iniziato già in seno all'Assemblea costituente". Quella della composizione del Senato, ha spiegato Boschi, "non è l'unico tema fondamentale" discusso in queste ore al Senato, "anche se lo riteniamo rilevante, ed è forse l'ultimo punto su cui non c'è ancora accordo pieno”. E tra i punti chiave su cui si sta lavorando ha inserito anche la questione delle funzioni e le parti relative al Titolo V.


Grillo: riforme come brioches di Maria Antonietta –
Un attacco al governo arriva invece da Beppe Grillo. Le riforme "servono a concentrare il controllo del Paese nelle mani di un ragazzotto senza arte né parte se non quella di aver fatto politica dai tempi di De Mita", si legge sul blog. E ancora: “Se Maria Antonietta voleva distribuire delle brioches al popolo che chiedeva pane, il Governo al popolo vuole dare riforme che, a differenza delle brioches, sfamano solo la fame di potere del Pd e del suo conducator".

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