Direzione Pd, Renzi: "inedito" se Grasso riapre su art. 2

1' di lettura

Approvata all’unanimità la relazione del premier, ma la minoranza non partecipa al voto. Il segretario Dem chiude a elezione diretta senatori. “No a diktat", dice. E avverte: "Chi di scissione ferisce, di elezione perisce". Assente Bersani

La direzione del Partito democratico approva all'unanimità la relazione del segretario Matteo Renzi sulle riforme, ma al voto non partecipano gli esponenti della minoranza Pd. Questo il risultato dell'assemblea convocata per trovare un’intesa all'interno del partito che spiani la strada a Palazzo Madama al ddl Boschi.  "Abbiamo detto con chiarezza - spiega Alfredo D'Attorre - che le riforme si votano in Parlamento non in direzione". Grande assente della giornata Pierluigi Bersani che, come previsto già da settimane, chiude a Modena la Festa del Pd. 

Renzi: non può esistere elezione diretta dei senatori - Sotto i riflettori è  l'elezione diretta dei senatori sulla quale la minoranza non ha intenzione di mollare. Nel corso di un lungo intervento il presidente del Consiglio ribadisce ai ai dissidenti che è incompatibile con quanto votato finora dai due rami del Parlamento "in doppia conforme" e propone, in alternativa, che i membri di Palazzo Madama siano eletti contemporaneamente ai consigli regionali, i quali poi dovrebbero formalmente ratificare la scelta.

 

Besani: bene apertura - Proposta, questa, che piace a Bersani che, da Modena, commenta: "Mi pare che Renzi abbia fatto un'apertura significativa: se si intende che gli elettori scelgono i senatori e i consigli regionali ratificano va bene, perché è la sostanza di quello che abbiamo sempre chiesto. Meglio tardi che mai: vedremo al Senato come verrà tradotta questa indicazione". Si tratta del meccanismo, già rodato nel 1995 proprio con Pierluigi Bersani alla regione Emilia Romagna, che prevede di replicare su scala nazionale quanto previsto dalla legge Tatarella: il presidente di regione veniva eletto e il consiglio regionale 'ratificava' il listino associato al candidato. Nel caso del senato, il listino associato al candidato presidente di regione conterrebbe, non i nomi dei consiglieri, ma quelli dei senatori.

 

Fatto inedito se Grasso apre su art.2 - Al tempo stesso , Renzi lancia un monito al presidente del Senato Pietro Grasso. Di fronte alla possibilità che la seconda carica dello Stato accetti nei prossimi giorni emendamenti che consentano di riaprire tutto il testo dell'articolo 2, e non solo il comma approvato in modo diverso da Camera e Senato nei mesi scorsi, il capo del governo avverte: "In questo caso bisognerebbe convocare una riunione comune di Camera e Senato, perché si tratterebbe di un fatto inedito", prefigurando una sorta di sfiducia nei confronti di Grasso.

 

 

Successivamente, però, precisa che si riferiva a una riunione dei gruppi di Pd di Palazzo Madama e Montecitorio, e non a una convocazione del Parlamento in seduta comune.

 

 

Renzi: no a diktat minoranza - "In un momento come quello che stiamo vivendo, il partito più forte d'Europa non deve occuparsi di artifici tecnici" dice Renzi durante la sua relazione in apertura di direzione. "Chi di scissione ferisce, di elezione perisce", avverte facendo riferimento all'esito elettorale del movimento politico di Varoufakis alle elezioni greche. In altre, parole, "siamo aperti alle discussioni, ma no ai diktat della minoranza".

 

 

 

Come il Giappone del rugby - "La svolta su questa legislatura è stata quando abbiamo scelto di fare le riforme con una mossa che sembrava ardita" dice Renzi, paragonando il Pd alla squadra giapponese di rugby che domenica 20 settembre si è scontrata contro il Sudafrica. "I giapponesi a sorpresa sono andati a punto provando il tutto per tutto. Una cosa che sembrava impossibile è stata realizzata, come sembravano impossibili un anno e mezzo fa le riforme fatte".

Riduzione del debito è concetto di sinistra - La direzione Pd, infatti, è per il premier anche l’occasione per rivendicare alcuni passi compiuti dall’esecutivo sotto la sua guida. Parte dal ddl Buona scuola, "la più grande forma di investimento sugli insegnanti mai fatta dal Paese dal dopoguerra a oggi", sottolinea che l’”Italia si è rimessa in moto” grazie al sistema di riforme che "pur con tutti i suoi limiti, stiamo mettendo in moto" e, non da ultimo, ricorda che "la riduzione del debito è un concetto di sinistra. Siamo contro le regole dell'austerity ma possiamo dire che con il debito pubblico che altri hanno creato, la riduzione del debito è un tentativo di rispondere alle esigenze dei nostri figli".

Ironia su Salvini - Critica, infine, le posizioni del leader della Lega, Matteo Salvini, sul nodo migranti. “Dopo aver detto in 16 trasmissioni tv, interrompendo l'interlocutore, 'prenditi tu il profugo', recentemente Salvini, ad Agorà Estate, si è detto pronto ad ospitarlo a casa sua. Basta che cambi il clima e si cambia idea. Sono i surfisti dell'istante, che non si ricordano cosa hanno detto e cavalcano la risposta del momento.

 

 

 

 

Leggi tutto