Riforme, vicino l'accordo nel Pd. Finocchiaro: le condizioni ci sono. Bersani: agire su art. 2

1' di lettura

L'ex segretario Dem: buona cosa se c'è disponibilità. La presidente della commissione Affari costituzionali del Senato si dice convinta che sia possibile ampia condivisione nel partito e a Palazzo Madama. Grasso: auspico intese, anche in 'Zona Cesarini'. Moody's: la legge elettorale è "credit positive"

Riforme costituzionali in primo piano nell'agenda e nel dibattito politico. Il Senato non voterà prima di mercoledì e il presidente Grasso si dice "fiducioso" circa un'intesa sulle riforme "anche in zona Cesarini". Intanto, qualcosa si muove anche all'interno del Pd dove l'accordo con la maggioranza sembra essere vicino. "Ci sono tutte le condizioni" dichiara la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro.


Finocchiaro: condizioni per accordo - "E' impossibile che il Pd, la più vasta e radicata comunità politica del Paese, non sia in grado di applicare al proprio dibattito interno il principio di razionalità politica e giungere ad una decisione comune. Sono convinta - aggiunge Finocchiaro - che ci siano tutte le condizioni e la Direzione del Pd di lunedì è un passaggio importante, per arrivare a scrivere una buona riforma costituzionale e del Senato con una ampia condivisone nel mio partito, nella maggioranza e nell'aula di Palazzo Madama".

Bersani: bene aperture - Il segnale di una possibile quadratura del cerchio, oltre al primo voto incassato dal ddl Boschi nella giornata del 17 settembre, era già arrivato da Pier Luigi Bersani che plaude la disponibilità di Renzi a discutere modifiche delle norme del Senato ma, precisa attraverso un post su Facebook: "L'intesa nel Pd sulle riforme può passare soltanto dalla modifica dell'art. 2".

 

Leggo di disponibilità a discutere modifiche delle norme sul Senato. Sarebbe davvero una buona cosa. La questione di...

Posted by Pierluigi Bersani | Pagina Ufficiale on Friday, 18 September 2015



"Agire in art. 2" - "Leggo - scrive l'ex segretario Pd - di disponibilità a discutere modifiche delle norme sul Senato. Sarebbe davvero una buona cosa. La questione di fondo è semplice: bisogna che in modo inequivocabile i cittadini-elettori decidano e questo può essere solo affermato dentro l'articolo 2". E aggiunge: "E' su questo che si vuole ragionare seppur chirurgicamente? Ebbene, se è così lo si faccia con chiarezza e semplicità. Con la consapevolezza, cioè, che ambiguità, tatticismo, giochi di parole potrebbero solo aggravare una situazione già complicata".

Moody's, bene riforme se Senato incluso - Intanto, un assist per la riforma del Senato viene dall'analista sovereign di Moody's Marco Zaninelli, che spiega: "La legge elettorale è 'credit positive', ha un effetto positivo sul merito sovrano italiano, se accompagnata dalla riforma del Senato". "Comunque la riforma è un pacchetto completo di cui fa parte anche la riforma del Senato, il cui effetto è riuscire a superare l'instabilità politica italiana", ha spiegato.

Leggi tutto