Marino si difende: "Le mie vacanze? Negli Usa per stare un po' senza scorta"

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Il sindaco di Roma: "Dopo le minacce di morte volevo 14 giorni con la mia famiglia senza girare con le persone armate". E sul funerale-show di Casamonica: "Non c'era davvero alcuna emergenza". Gabrielli? "Non mi sento commissariato"

Dal funerale-show di Casamonica alle vacanze negli Stati Uniti, dal Giubileo ai rapporti con il premier Matteo Renzi. Ad una settimana esatta dalle contestatissime ferie negli Stati Uniti, il sindaco di Roma Ignazio Marino decide di passare al contrattacco.

“Negli Usa per stare senza scorta” - A chi lo accusa di aver lasciato la città proprio quando il ministro dell'Interno Angelino Alfano aveva annunciato la conferenza sul futuro della Capitale e quando, ironia della sorte, il funerale-show di uno dei boss Casamonica ha riportato la città sulle prime pagine dei giornali, il sindaco, ospite della trasmissione di La7 "Otto e Mezzo" replica che "la città è stata assolutamente sotto controllo grazie al mio straordinario staff". "Mi trovavo negli Stati Uniti per motivi al di fuori della mia volontà - racconta -, perché negli ultimi mesi ho ricevuto diverse minacce di morte. Io che ho iniziato il mio mandato andando in bicicletta adesso devo muovermi con tre macchine e 6 uomini di scorta. Io davvero volevo 14 giorni con mia moglie e mia figlia senza girare con le persone armate".

“Non c’era nessuna emergenza” - Riferendosi al funerale di Vittorio Casamonica, il sindaco - taccuino alla mano - precisa che "non c'era davvero alcuna emergenza". "Quello che è accaduto - sottolinea - è un funerale in cui una famiglia ha voluto manifestare e spettacolarizzare la morte di un essere vivente per mandare dei messaggi ai vivi e quel giorno, pochi minuti dopo aver appreso la notizia, sono stato informato e siamo intervenuti subito con delle dichiarazioni di condanna". E sulla partecipazione dei familiari a Porta a Porta ribadisce di essere "indignato". "Se questo è servizio pubblico - si chiede Marino -, perché devo pagare il canone se poi si porta nel salotto di casa quella famiglia che abbiamo criticato per quella sbagliata manifestazione di potere del funerale".


“Non mi sento commissariato” - "Voglio cambiare Roma e sono sicuro che lo stiamo facendo - chiosa -. Abbiamo fatto cambiamenti che rimarranno nella storia di questa città. Pensare a dimettermi significherebbe tradire il voto del 64% dei romani". Infine una battuta anche sul Giubileo, ormai alle porte, e sul ruolo assegnato dal governo al prefetto Gabrielli, nominato da Palazzo Chigi "supervisore" dell'Anno Santo. "Non mi sento assolutamente commissariato - conclude Marino -. Sono straordinariamente positivo rispetto alla figura del prefetto Gabrielli. Secondo me è la persona ideale nel momento in cui affrontiamo il Giubileo straordinario".

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