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"Concordiamo insieme le modifiche", dice il segretario di partito e presidente del Consiglio all'assemblea dei senatori dem. E aggiunge: "Ci terrei a chiudere la riforma costituzionale prima del 15 ottobre per consentire di chiudere anche la questione delle unioni civili". Poi, annuncia una manovra da 25 miliardi

No al muro contro muro e no alle barricate. Matteo Renzi, parlando all’assemblea dei senatori Pd, apre alla minoranza e invita le anime del partito a “ragionare e discutere" nel merito della riforma costituzionale. "Non ci sono prendere o lasciare, ma la volontà di aprire un dialogo e discutere. E la volontà di porre l'attenzione sulla responsabilità e non sulla disciplina di partito". Parole, queste ultime, con le quali il segretario del Pd e presidente del Consiglio risponde alle obiezioni e alle critiche sollevate dal senatore Pierluigi Bersani.

"Tutte le modifiche concordiamole insieme tra Senato e Camera nel Pd" dice Renzi. Ma, avverte, “sul profilo tecnico parlamentare se si mette in discussione l'approvazione in coppia conforme dell'articolo 2 della riforma, si rimette in discussione tutto: rischia di valere anche su altro".

 

L'articolo 2 - E’ l’articolo 2 del ddl già approvato da Senato e Camera il nodo dirimente. Ovvero quella norma che stabilisce che “il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica". E che sancisce che i Consigli regionali "eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori".

La minoranza del Pd, ma anche M5s, Lega, Sel, Fi e i Conservatori chiedono una elezione diretta in concomitanza con quella dei Consigli regionali. Il governo non vuole toccare l'articolo 2, per non riaprire altri temi (come il numero dei senatori) e ha proposto come mediazione l'inserimento in un altro articolo il principio che gli elettori partecipino alla selezione dei Consiglieri-senatori con modalità che saranno definite nella legge elettorale delle Regioni.

 

Renzi: per 15 ottobre ok a testo e Unioni Civili - "Vorrei chiudere la riforma Costituzionale prima del 15 ottobre – dice Renzi – così da permettere di chiudere anche la questione delle unioni civili per quella data".Data, questa, che coincide con quella in cui sarà presentata la Legge si Stabilità che, annuncia, sarà  da "circa 25 miliardi" con un imperativo: crescere.

Tornando alla discussione sulla riforma costituzionale, la grande parte dell'impianto di cui “stiamo discutendo – aggiunge – è profondamente condiviso. Avvertiamo la responsabilità di superare finalmente il bicameralismo paritario". Quello che “stiamo proponendo è la versione soft di ciò che per 70 anni la sinistra ha proposto. Questo è un dato di fatto che vorrei fosse scolpito tra di noi. Il tentativo fatto dal governo Letta di superare il bicameralismo col 138 è fallito per i noti motivi: noi abbiamo scelto una via diversa".

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