Migranti, Renzi a Milano: "Basta strumentalizzare. Torniamo a essere umani"

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Il premier chiude la Festa dell'Unità. "Non c'è Pd contro destre, ci sono umani contro bestie. Non rinunceremo a salvare vite umane, se perdiamo un punto nei sondaggi non c'interessa", dice. Sulle riforme: "Non accettiamo veti". E al suo partito: "Basta discussioni interne". Poi va ad Expo, dove incontra Bono

La questione migranti, ma anche le riforme, il Jobs act, l’Expo. Matteo Renzi chiude la Festa dell’Unità a Milano e dal palco parla di tanti temi diversi. “Non c'è il Pd contro le destre, ci sono umani contro le bestie. Dobbiamo tornare a essere umani”, dice riferendosi ai profughi. E ai militanti del Pd che l’ascoltano: “Basta dire no, c'è chi dice sì e crede nell'Italia. Noi siamo l’Italia che dice sì”.

"Umani contro bestie" - Quello dei profughi è uno dei temi principali trattati dal premier nel suo intervento. “C'è un elemento di umanità sotto il quale non si può scendere, non si può strumentalizzare anche la vita – dice mostrando la foto del bambino morto sulla spiaggia di Bodrum –. Non c'è il Pd contro le destre, ci sono gli umani contro le bestie. Dobbiamo tornare a essere umani". Poi una stoccata a Grillo: “Se il modello è l'Ungheria di Orban noi siamo orgogliosamente un'altra cosa". E aggiunge: "Ci vogliono le regole, non si può andare avanti con il superbuonismo. Ma noi non rinunceremo a salvare vite umane, se perdiamo un punto nei sondaggi non c’interessa”. La comunità internazionale ha fatto degli errori sulla Libia e la Siria, ha detto ancora Renzi. Che sul ruolo dell'Italia nella cooperazione internazionale ha assicurato: non saremo più ultimi ma leader.
 



Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Salvini. “Insulta milioni di italiani. Sì, sono una bestia. Renzi clandestino”, scrive il leader della Lega sui social.

 

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Posted by Matteo Salvini on Domenica 6 settembre 2015



“Sulle riforme non accettiamo veti” - Il presidente del Consiglio parla anche di questioni strettamente italiane. Sulla riforma costituzionale dice: “Non accettiamo veti”. Sul Jobs act: “Ci sono cose di cui vorrei fossimo orgogliosi. Abbiamo trasformato ciò che era precario in stabile”. Sui diritti civili: “Sono fiero perché dopo anni di rinvii avremo presto una legge”. Sulle tasse: “In passato abbiamo detto che sono una cosa bellissima. Forse in un altro Paese. Bisogna avere il coraggio di dire anche alla sinistra che sono troppo alte”. Sulle riforme: “Le stiamo facendo per un Paese più semplice e giusto”. Poi si rivolge ai sindacati: “Possiamo fare un'iniziativa insieme anziché fare battaglie ideologiche e disintegrare il caporalato”. E al Pd: “Basta con le discussioni interne, parliamo dei problemi veri. Non è normale che il primo partito in Europa passi il tempo a rincorrere discussioni interne”. Poi, riferendosi ad alcuni manifestanti che protestavano: “Se qualcuno viene a sfogarsi, accogliamolo con un abbraccio senza fischiarlo”.

Sull’Expo - Renzi si rivolge anche ai “cari gufi laureati” che prevedevano un insuccesso per l’Expo milanese. “Grazie alla pulizia, all'Anac e a Raffaele Cantone, l'Expo è diventato una straordinaria opportunità per l'Italia. Abbiamo detto sì all’Esposizione universale in un momento in cui sembrava che fosse peggio di una malattia. Tanti esperti del disfattismo pensavano di bloccare l'Expo dando un messaggio contro il governo, ma non è un pro o contro il governo ma contro l'Italia. Non è possibile continuare a dire no. C'è chi dice sì”. Sul futuro dell’area che ospita l’evento ha detto: “''Dovrà essere un luogo che sia una scommessa per il futuro economico della città”. E sul futuro di Milano: “Caro Giuliano (Pisapia, ndr), decidi tu cosa fare da grande. Noi saremo al tuo fianco, qualsiasi sarà la tua decisione, come lo siamo stati in questi 4 anni e mezzo”.


Il Gran premio a Monza e l’incontro con Bono –
Prima della Festa dell’Unità, il premier era stato a Monza per assistere al Gran premio d’Italia. A seguire con lui la corsa c’era anche il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne. “Bisogna dare a Renzi più tempo e supporto, ma penso che lui sia la migliore speranza che l'Italia ha di entrare nel ventunesimo secolo e progredire. Ha realizzato progressi fenomenali per un Paese che è stato così riluttante al cambiamento”, ha detto Marchionne alla fine della corsa.
In serata, poi, il presidente del Consiglio si è spostato ad Expo. Qui ha incontrato Bono Vox, leader degli U2.

 

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