Renzi: a settembre "masterplan" per il Sud con proposte concrete

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Il premier ha aperto la direzione dei dem dedicata al Mezzogiorno: "L'Italia è ripartita, il Sud no. Il problema è la mancanza della politica, non dei soldi". Il primo ministro ha invitato a "rottamare il piagnisteo". E riferendosi alla minoranza Pd ha esortato a non strumentalizzare il tema

"Intorno al 15-16 settembre, alla ripresa dell'azione parlamentare ma prima della stabilità, il Pd vorrei che uscisse con un vero e proprio 'masterplan' per il Sud, con una serie di proposte concrete". Matteo Renzi, parlando alla direzione Pd dedicata al Mezzogiorno, ha spiegato che l'appuntamento odierno è solo una prima tappa.

 

"Sono il primo ad avere la consapevolezza del fatto che nessuno di noi può oggi trarre delle conclusioni. Si deve iniziare oggi una discussione, ascoltare. E poi vi propongo di avere un secondo momento di approfondimento durante la festa nazionale dell'Unità o il 5 o il 6".

 

 

"Rottamare il piagnisteo, è fattore anti-crescita" - "Rottamare il piagnisteo", ha detto il premier, "non vuol dire non denunciare ciò che non va, ma ricordarsi che ti pagano per risolverlo il problema. Non è vero che il Mezzogiorno è la cosa peggiore in Europa: dirlo è un elemento anti-crescita per lo stesso Sud. Se non archiviamo il racconto di noi stessi basato sulla pigrizia intellettuale di chi non sa riconoscere le cose che stiamo facendo, non saremo mai credibili".

 

Insomma, "se il Sud è in difficoltà è inutile attribuirne la responsabilità a chi ha abbandonato il Sud. La retorica 'Sud abbandonato' è autoassolutoria per una parte dei dirigenti del Mezzogiorno" ed è "un elemento che concorre alla crisi del Sud". Il premier ha aggiunto che "l'Italia è ripartita, il Mezzogiorno no. Si vedono i primi dati positivi ma del tutto insufficienti".




"Il problema è la mancanza di politica"
- Il premier ha quindi lanciato un hashtag a tema. "Oggi è #zerochiacchiere", ha detto ricordando che il Pd ha la "responsabilità" di affrontare il problema del Mezzogiorno. E c'è una congiuntura per cui è possibile varare misure concrete, avendo il Pd tutti i rappresentanti ai vertici del Sud. "Il problema del sud oggi non è la mancanza dei soldi. E' la mancanza della politica", ha aggiunto il premier. Oggi "non ci sono bombe, non ci sono notizie ad effetto, pensare di affrontare il tema del Sud con una notizia a effetto significa tradire un problema - ma anche una serie di opportunità - molto più complesso".


Riferendosi poi alla minoranza Pd ha esortato a non strumentalizzare il tema: "Se qualcuno qui immagina di voler utilizzare il Pd come luogo in cui si strumentalizza la discussione" sul Sud "a fini interni, questo è un errore clamoroso". "Non occorre piegare il principale problema e la principale opportunità" che abbiamo "a fini correntizi".

 

"C'è molto da fare in tre anni" - Nessuna conclusione ma alcune indicazioni sul da farsi: "C'è molto da fare: non basta che l'alta velocità, che è stata una grande intuizione, si fermi a Salerno. Bisogna portarla a Bari e in Calabria", ha detto Renzi aggiungendo che lo Sblocca Italia "consente di recuperare tre anni sulla Napoli-Bari". E ancora, il premier ha detto: "Voglio andare con Vincenzo De Luca nella terra dei fuochi dove in tre anni - lui dice due pensando alle elezioni - andremo a togliere le ecoballe".
 

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