Via libera dal Senato, la riforma della Pa entra in vigore. Renzi: "Un abbraccio ai gufi"

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Con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto Palazzo Madama ha dato il via libera alla delega. Tra le novità: stretta sui dirigenti, riordino dei servizi pubblici locali e delle partecipate pubbliche, sfoltimenti negli uffici di governo a partire dalle prefetture. Il premier: "Un altro tassello". Camusso: il governo pensi ai giovani

Via libera definitivo al ddl di riforma della Pubblica Amministrazione. L'Aula del Senato ha approvato la delega sulla P.A, che dovrà dunque essere ora integrata dai decreti attuativi, con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto. Esulta il premier Matteo Renzi su Twitter: 

 

 

Camusso: "Il premier guardi ai giovani" - "Mi auguro che il governo e il premier Renzi invece di continuare a vedere tutti gli animaletti di cui parla provi a confrontarsi con alcuni temi importanti, con il rinnovo dei contratti e la riforma delle pensioni, con il fatto che molta gente si è impoverita e spero tanto che il suo primo pensiero non vada alla riduzione della tassazione sui profitti ma a quei giovani che non trovano lavoro". Così il leader Cgil, Susanna Camusso, dai microfoni di Repubblica Tv. E sulla polemica sollevata da Roberto Saviano aggiunge: "Bisognerebbe essere coscienti che o si chiude la forbice tra Nord e Sud o annunciare l'uscita dalla crisi è una finzione". Non è il caso di parlare di piagnistei. Con 90 miliardi bloccati e l'assenza di una guida da parte del governo".

 

Cosa prevede il testo - Ma il testo, contestato dai sindacati soprattutto per il taglio dei permessi e i distacchi dei sindacalisti, prevede il riordino dei servizi pubblici locali, la razionalizzazione delle partecipate pubbliche e delle camere di commercio. Previsti anche il riordino della dirigenza e sfoltimenti negli uffici di governo a partire dalle prefetture. Tra le novità anche l'assorbimento del Corpo forestale tra i ranghi delle altre forze di polizia. 

Il governo dovrà adottare entro 18 mesi un nuovo testo unico sul pubblico impiego.

Di seguito i punti principali:

 

PARTECIPATE: riduzione delle società e dei servizi pubblici locali con accorpamento e tagli e nuove regole sulle nomine.

 

DIRIGENTI: gli incarichi avranno durata quadriennale, ma rinnovabile. Potranno essere licenziati se l'ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente. Per evitare il licenziamento potranno accettare il demansionamento. Carriera e retribuzione verranno valutate in base al merito. Stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti.

 

FORESTALE: il ddl pone prevede lo smembramento del Corpo Forestale dello Stato che dovrebbe confluire nei Carabinieri. La parte che si occupa di antincendio sarà accorpata ai Vigili del fuoco.

 

AUTHORITY: possibilità di soppressione degli istituti superflui, che svolgono compiti già assolti da uffici ministeriali.

 

TRASPORTI: Le funzioni svolte dal Pubblico registro automobilistico (Pra) saranno trasferite presso il Ministero delle Infrastrutture. Viene stabilito un riordino delle Capitanerie di porto.

 

PREFETTURE: Riduzione degli uffici. Le funzioni residue saranno accorpate all'Ufficio territoriale dello Stato, che fungerà da raccordo tra PA e cittadini.

 

CAMERE DI COMMERCIO: saranno quasi dimezzate da 105 a 60, con soglia minima di 75.000 imprese iscritte al registro.

Data ultima modifica 04 agosto 2015 ore 19:20

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