Renzi in Giappone: "Riforma della P.a. entro giovedì"

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Il premier ha incontrato la comunità italiana all'ambasciata di Tokyo. "Torniamo ad essere un punto di riferimento nel mondo", ha auspicato. Poi ha invitato i sindaci a "lavorare di più per mettere a posto le nostre città". E sul Sud ha aggiunto: "Rimbocchiamoci le maniche, basta piagnistei"

"Mercoledì, al massimo giovedì, approviamo la riforma della P.a". L'annuncio del premier Matteo Renzi è arrivato dal Giappone, dove il primo ministro si trova per una visita di tre giorni. Nel suo primo giorno a Tokyo Renzi ha incontrato la comunità italiana e gli imprenditori in ambasciata. Parlando con loro ha toccato diversi temi, a partire appunto dall'annuncio dell'imminente chiusura della riforma della pubblica amministrazione.

 

 

"I sindaci lavorino di più" - Renzi ha ricordato che "sono due milioni e settecentomila i giapponesi che vengono in visita in Italia. Chi fa un viaggio di diecimila chilometri deve essere accolto con la massima attenzione e quindi dobbiamo mettere a posto di più le nostre città". Il premier ha quindi spronato i sindaci: "che nei prossimi mesi lavorino di più". Anche sul Sud, tema che sarà al centro della direzione del Pd convocata per il 7 agosto, Renzi ha auspicato (GUARDA IL VIDEO): "Basta piagnistei: rimbocchiamoci le maniche. L'Italia, lo dicono i dati, è ripartita. E' vero che il Sud cresce di meno e sicuramente il governo deve fare di più ma basta piangersi addosso".
Parole poi ribadite anche con un post su Facebook 

 

 

Renzi: "La priorità è un Paese più leggero" - Secondo il premier, "L'Italia deve tornare ad essere l'Italia, tornando ad essere un punto di riferimento nel mondo. Già è così mentre invece è in Italia che si guarda con uno sguardo più rassegnato, a volte lamentoso". "A casa nostra stiamo cercando di fare il possibile per toglierci di dosso i problemi. Facciamo le riforme per tornare ad essere un Paese più semplice. La priorità è un Paese più leggero". Una situazione che ricorda quella del Giappone: "Io e Abe siamo colleghi e anche lui è impegnato in una riforma costituzionale. Certo lui è più fortunato perché ha solo due passaggi, ma noi andremo fino in fondo e faremo il referendum in cui i cittadini diranno sì o no".

 

 

L'export in crescita - Il primo ministro ha battuto sul tasto dell'export: "La Germania, dopo le riforme ha fatto un aumento dell'export tale che rappresenta il 48% del pil. Il nostro progetto è meno ampio ma noi prevediamo di aumentare di 30 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Gli investimenti stranieri in Italia sono cresciuti del 30%. Serve ancora più entusiasmo e forza per promuovere il made in Italy".

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