Pd, Marino abbraccia Boschi: è tregua tra sindaco e governo

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Il primo cittadino di Roma arriva a sorpresa alla Festa dell'Unità mentre il ministro parla dal palco. "Non c'è nessuna guerra con il partito", assicura lui. "Lo sosteniamo, ma ora è tutto nelle sue mani", dice la titolare delle Riforme

Scoppia la pace tra il governo, e il Pd, e Ignazio Marino. Il sindaco di Roma, giovedì sera, arriva a sorpresa alla Festa dell’Unità mentre sul palco c’è il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Alla fine dell’intervento i due si abbracciano, sotto gli occhi del presidente dei democratici Matteo Orfini. È la tregua dopo giorni di polemiche, indiscrezioni, dichiarazioni anche del premier Renzi. “Non c'è nessuna guerra con il Pd”, assicura Marino. Suggellando una pace non certo definitiva: “Ora deve governare", aveva detto infatti, qualche minuto prima, Boschi.

Boschi: “Ora è tutto nelle sue mani” - Il ministro delle Riforme, dal palco della kermesse romana, conferma come il "Pd sostiene Marino" e "il governo farà la sua parte". "Lui in una situazione di criminalità, di malaffare, è riuscito a dimostrare che è onesto e non ho dubbi su questo", sottolinea Boschi. Precisando, tuttavia, come ora Roma "sia nelle mani" di Marino: tocca a lui "governare" e guidare la ripresa della Capitale. Parole pronunciate (e applaudite) davanti ad una folta platea.

 

 

 

Marino: “Stiamo facendo un lavoro straordinario” - "Sono qui per festeggiare e ringraziare i militanti, per brindare al Pd e a Roma", dice Marino ai cronisti che lo incalzano. E ad una militante che lo saluta chiedendogli perché stia ridendo, il sindaco risponde: “C'è da sorridere, non da ridere. Stiamo facendo un lavoro straordinario". Tra strette di mano, foto e l'incitamento a "non mollare" giunto da qualche militante, Marino passeggia a lungo con Boschi, Orfini e il governatore Zingaretti.



Il ministro: “Una parte del Pd più ancorata a logiche di corrente” - Il ministro, sul palco, ha parlato anche degli equilibri del Pd dopo il voto al Senato sulla riforma della Rai (la minoranza dem ha mandato sotto il governo). "Nulla di grave nel merito, ma nel metodo credo che avere una parte del Pd che vota contro il Pd significa avere una parte del partito più ancorata a logiche di corrente che appartengono al passato che all'interesse dell'Italia. Noi andiamo avanti comunque", dice. E sulle riforme da far passare a settembre sottolinea come la maggioranza "non abbia problemi di numeri", ma allo stesso tempo invita "tutta FI" a tornare sui suoi passi e a "votare" il ddl. La battuta d'arresto sulla Rai, ribadisce Boschi, non è uno stop al percorso del governo. Un percorso che ha nel taglio alle tasse annunciato da Renzi un suo punto chiave. "Le coperture ci sono, lo vedrete nella legge di stabilità", conclude Boschi.
 

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