Dl enti locali, via libera dal Senato. Ok ai tagli alla Sanità

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Il governo, tra le polemiche, ottiene a Palazzo Madama la fiducia sul decreto legge che contiene, tra l'altro, il taglio da 2,3 miliardi previsto per il 2015 alla Sanità. Il testo, che deve essere convertito in legge entro il 18 agosto, passa all'esame della Camera. Boschi: c'è accordo con le Regioni

Il governo ha attenuto al Senato una importante fiducia sul Dl enti locali e, soprattutto, sul taglio da 2,3 miliardi previsto per il 2015 alla Sanità. Il testo, che deve essere convertito in legge entro il 18 agosto, passa ora all’esame della Camera. Per l’esecutivo di Matteo Renzi è la fiducia numero 42. I voti a favore sono stati 163, 111 quelli contrari e nessun astenuto.

Boschi: “C’è accordo con le Regioni” - Il provvedimento, ha spiegato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, contiene “molte misure attese dai Comuni” e il taglio da 2,3 miliardi, ha sottolineato, è quello "concordato con le Regioni nella sede della Conferenza Stato-Regioni con l'unanimità delle Regioni presenti". Le polemiche, però, non sono mancate. Ad alimentarle sono state anche le numerose assenze che lunedì hanno fatto mancare per ben 4 volte il numero legale in Aula a Palazzo Madama. Ma ieri sera i senatori della maggioranza erano in larga parte presenti. Compatto il voto favorevole della minoranza Pd.

Le polemiche - La sforbiciata sulla Sanità riguarderà innanzitutto la spesa per i beni e servizi, dispositivi medici e farmaci, incidendo anche sulla rete ospedaliera. Ma ad accendere le polemiche è anche la previsione - contenuta nel maxiemendamento - di un decreto del ministero della Salute che andrà a ridurre le "prestazioni non appropriate", prevedendo che quelle considerate dalla futura norma non necessarie siano a carico del cittadino. E disciplinando anche una responsabilità per i medici che non rispetteranno i nuovi criteri (con una decurtazione del salario accessorio per chi non motiva la sua decisione). Criteri che saranno specificati in un dl ad hoc previsto per settembre, quando è in programma anche un nuovo tavolo tra Stato e Regioni che si preannuncia infuocato. Anche perché c'è chi, come il governatore lombardo Roberto Maroni, parla già di "dichiarazione di guerra inaccettabile". E mentre Emilia Grazia De Biasi, presidente Pd della commissione Sanità al Senato, precisa come "ogni euro risparmiato debba restare nell'ambito della sanità" laddove sarebbe "stravagante" utilizzarlo per “il taglio delle tasse sulle casa", resta sulle barricate il M5S , che parla di "macelleria sociale per finanziare Renzi".

Le altre misure del dl - Tra le altre misure del dl anche un programma straordinario - con nuovi fondi connessi alle esigenze sanitarie eccezionali - per il Giubileo (in vista del quale saranno assunti 2.500 unità delle forze dell'ordine), uno sconto al patto di stabilità interno da 7,5 milioni per tre comuni del Veneto colpiti dal tornado di inizio luglio, la defiscalizzazione dell'autodromo di Monza e la stabilizzazione dei circa 5mila lavoratori Lsu-Lpu in Calabria.

 

 

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