Azzollini, il Senato dice no all'arresto. Il Pd si spacca

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Con 189 voti Palazzo Madama salva il senatore del Nuovo Centrodestra, indagato dalla procura di Trani. I dem avevano lasciato libertà di coscienza e si sono divisi sul voto a scrutinio segreto. Proteste del M5S alla Camera dei Deputati. Deborah Serracchiani: "Dovremmo chiedere scusa, non abbiamo fatto una bella figura"

 

L'Aula del Senato ha respinto, con con 189 voti contrari, 96 favorevoli e 17 astenuti, la richiesta di arresto ai domiciliari avanzata dalla procura di Trani nei confronti del senatore di Ncd Antonio Azzollini per la vicenda del crac della casa di cura Divina Provvidenza. Nei giorni scorsi la giunta per le autorizzazioni aveva dato invece parere favorevole. Ieri il Pd ha lasciato libertà di coscienza ai propri senatori, dopo aver in precedenza sostenuto l'arresto. E in aula i dem si sono divisi nel segreto dell'urna. 

 

Scrutinio segreto - Il voto è avvenuto a scrutinio segreto, una modalità, ha spiegato il presidente dell'emiciclo Pietro Grasso, avanzata "da alcuni senatori". Il risultato è stato accolto da un lungo applauso e da qualche polemica, tant'è che Grasso ha dovuto sospendere la seduta per cinque minuti.

 

Proteste alla Camera - La notizia del no all'arresto di Antonio Azzollini ha provocato proteste anche alla Camera dei Deputati. "Come è possibile che una maggioranza del genere ha deciso a voto segreto di non aiutare la magistratura? Siete la stessa schifezza che eravate due anni fa..." ha accusato Maria Edera Spadoni di M5S, mentre i suoi colleghi urlavamp "Ladri!" verso i banchi del Pd, da dove si sono levate altre urla.  

 

Serracchiani (Pd): "Credo che ci dobbiamo scusare" - E dal Pd arrivano le scuse della vice segretario Deborah Serracchiani. "Francamente credo che ci dobbiamo anche un po' scusare, perché credo che non abbiamo fatto una gran bella figura" dice in una intervista video all'Unità online.

 

Zanda (Pd): "Voto segreto usato come arma politica" - "Purtroppo nel Parlamento italiano il voto segreto è diventato un'arma politica, troppo spesso usata strumentalmente. Questo rende molto difficile interpretare correttamente il voto di questa mattina" ha detto il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, aggiungendo che avrebbe "preferito un voto palese e infatti il Pd non ha appoggiato la richiesta di voto segreto". "Oggi in Aula c'è stata certamente una discreta dose di trasversalità", osserva. "Azzollini sarà processato come qualunque cittadino italiano e sarà la magistratura a decidere sulle sue responsabilità. Trovo per questo strumentali, demagogiche e prive di fondamento le accuse del M5S", conclude.

 

La difesa di Azzollini - In precedenza al Senato lo stesso Azzollini si era difeso per oltre mezz'ora dalle accuse mosse contro di lui, affermando che nei suoi confronti c'e' solo "fumus persecutionis integrato a sufficienza". Il senatore alfaniano ha elencato date e fatti per dimostrare come si tratti di "ricostruzioni difficili da poter ritenere anche solo logiche". E ha poi accusato che contro di lui sono state usate testimonianze "contraddittorie" ritenute invece "attendibili", oltre ad un uomo "non autorizzato" che di fatto lo ha "spiato".

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