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Nel corso della cerimonia del Ventaglio il presidente del Senato è intervenuto sulla riforma dello strumento d'indagine: "E' irrinunciabile e non va limitato". Poi parla anche delle unioni civili: "L'Italia è in forte ritardo"

Nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio il presidente del Senato Pietro Grasso ha preso nettamente posizioni nel dibattito intorno al ddl intercettazioni. "Sono un un mezzo di indagine irrinunciabile e indispensabile che non va in alcun modo limitato" ha detto il presidente di Palazzo Madama incontrando i giornalisti. 

 

"Conciliare segretezza indagini con diritto all'informazione" - "Quanto alla pubblicazione del contenuto delle intercettazioni - ha poi continuato, rispondendo alla sollecitazione di un cronista - come lei ha sottolineato occorre conciliare diversi principi democratici: la segretezza delle indagini, la riservatezza della vita privata, il diritto all'informazione. In questa materia esistono già diverse norme, evidentemente non sempre rispettate, quindi si potrebbe regolare meglio la gestione delle intercettazioni, ad esempio attraverso un'udienza filtro che mantenga solo quelle utili al processo", ha aggiunto.

 

"Diffusione intercettazioni colpa di pubblici ufficiali sleali" - "Più in generale - ha inoltre osservato - credo che su questo tema sia determinante la deontologia degli operatori professionali che vengono a conoscenza del contenuto delle intercettazioni: magistrati, personale amministrativo, polizia giudiziaria, avvocati, giornalisti". "Va sottolineato - ha poi concluso che in molti casi la diffusione illecita del contenuto di intercettazioni è dovuta alla slealtà di pubblici ufficiali, che devono essere perseguiti con la massima determinazione per rivelazione di segreto d'ufficio", ha detto ancora.

 

Sulle unioni civili: "Italia in ritardo" - Sempre nel corso del suo incontro con i giornalisti Grasso ha detto la sua sulla questione delle unioni civili. "Non posso non sottolineare con forza il ritardo accumulato negli anni" ha affermato il presidente del Senato, aggiungendo come "ormai sia giunto il tempo per riconoscere piena cittadinanza ai diritti delle coppie omosessuali, prendendo atto e regolando la realtà sociale del nostro Paese".

Data ultima modifica 28 luglio 2015 ore 13:33

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