Strage via D'Amelio, Crocetta assente alla commemorazione

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Il governatore, al momento autosospeso dalla carica, ha delegato il suo vice alla cerimonia in ricordo del 23/esimo anniversario dell'omicidio di Paolo Borsellino.  Manfredi, figlio del magistrato, è stato abbracciato a lungo dal Capo dello Stato Mattarella. Poi ha detto: "Ho il dovere di rimanere qui. Lo devo a mio padre e soprattutto a mia sorella Lucia". Il presidente della Regione si difende: "Non l'ho mai lasciata sola, il suo calvario è il mio"

Palermo ricorda Paolo Borsellino, a 23 anni dalla strage di via d'Amelio in cui il magistrato e cinque agenti della scorta persero la vita. Alla cerimonia di commemorazione, organizzata dall'Anm al palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano, era assente Rosario Crocetta, governatore regionale autosospesosi dopo la divulgazione delle presunte intercettazioni con le frasi shock contro Lucia Borsellino. Crocetta ha deciso di delegare il suo vice, Baldo Gucciardi, in rappresentanza della Regione, rimanendo chiuso nel suo silenzio dopo le polemiche scaturite dallo scoop dell'Espresso.

 

L'abbraccio di Mattarella al figlio del magistrato - Manfredi Borsellino, figlio di Paolo e fratello di Lucia, nel suo discorso (GUARDA IL VIDEO) durante le commemorazioni della strage di via D'Amelio, ha difeso a spada tratta la sorella: "Da oltre un anno Lucia era consapevole del clima di ostilità e delle offese subite solo per adempiere il suo dovere, in corsi e ricorsi drammatici che ricordano la storia di mio padre". L'intervento, rotto più volte dalla commozione, è poi proseguito con altre stoccate alle istituzioni: "La lettera di dimissioni con cui mia sorella Lucia ha lasciato l'assessorato ha prodotto il silenzio sordo delle istituzioni, soprattutto regionali. Ma quella lettera dice tutto e andrebbe riletta". 

 

Manfredi: "Lucia ha vissuto un calvario simile a quello di nostro padre" - "Lucia ha portato una croce, e tanti lo possono testimoniare, fino al 30 giugno: voleva una sanità libera in Sicilia", ha aggiunto il figlio del magistrato ucciso dalla mafia. "Intervengo perché non credevo che la figlia prediletta di mio padre, la più degna dei sui figli, quella con cui lui viveva in simbiosi, avrebbe dovuto vivere un calvario simile a quello di suo padre nella stessa terra che ha poi elevato lui a eroe. Mia sorella è rimasta in carica come assessore fino a giugno per amore della giustizia". Poi, rivolgendosi direttamente al Capo della Polizia, il Prefetto Alessandro Pansa, ha concluso:  "Dovrei chiederle di essere destinato altrove, lontano da una terra davvero disgraziata, ma non solo non glielo chiedo ma le ribadisco che ho il dovere di rimanere qui. Lo devo a mio padre e adesso lo devo soprattutto a mia sorella Lucia". Manfredi è stato poi abbracciato a lungo dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

 

 

Crocetta: "Non ho mai lasciato sola Lucia Borsellino" - "Non ho mai lasciato sola Lucia Borsellino, la sua sofferenza e il suo calvario sono stati anche miei". Dopo ore di silenzio Rosario Crocetta ha replicato a Manfredi Borsellino tramite l'Ansa. "Poteri forti volevano far saltare Lucia Borsellino sul caso della piccola Nicole, per poi far saltare me", ha aggiunto il governatore. "Se qualcuno mi chiede di espiare una colpa che non ho, lo farò; se qualcuno vuole che io insozzi la mia vita per quella colpa, lo farò; se qualcuno vuole la mia vita per riparare a quella colpa che non ho, io la darò. Tutto accetterò tranne che morire come un pezzo di merda in un letto". 

 

Alfano: "Io credo a Lo Voi" - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto di credere al procuratore di Palermo che ha smentito l'esistenza dell'intercettazione. "se l'intercettazione non è vera come dice Lo Voi, chi ha fabbricato la bufala si deve dimettere. Se ci sono altri magistrati che sono in possesso dell'intercettazione tra Crocetta e Tutino, la cui esistenza è stata smentita dalla Procura di Palermo, che lo dicano. L'incertezza crea un clima insopportabile. Se quelle Procure non le tirano fuori in modo trasparente - ha aggiunto Alfano - allora si tratta di uffici che non fanno il gioco dello Stato".

 

Sergio Mattarella in via D'Amelio insieme a Salvatore e Rita Borsellino, fratello e sorella di Paolo:

 

Data ultima modifica 18 luglio 2015 ore 16:29

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