Renzi: migranti finalmente priorità Ue. Rimpatrio non è tabù

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Il premier interviene al Senato in vista del Consiglio europeo: “Chiediamo all’Ue di prendersi carico e cura di altre persone insieme a noi. L’Italia non è il Paese dei balocchi”. Salvini su Twitter: “Vorrei essere ungherese”

"Lo scorso 24 giugno 59600 cittadini erano sbarcati sulle coste italiane oggi il numero è sostanzialmente analogo ma c'è una novità profonda. E' finalmente una priorità nell'agenda politica europea". Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo in Senato in vista del Consiglio Ue a proposito del tema immigrazione. Si tratta di capire "come lo vogliamo affrontare: il primo modo è lo scontro politico, possiamo stare in campagna elettorale permanente", o affrontarlo "in modo solido" come fa un "grande paese".

Renzi: “Sinistra non abbia paura dei rimpatri” – “Non possiamo più avere paura del concetto di rimpatrio" ha poi osservato il premier. Renzi conferma l'utilità e la necessità dello "sforzo che facciamo e che ci inorgoglisce, a cominciare dalla cooperazione internazionale, passando per lo sforzo di salvare a nome dell'Italia migliaia di persone. Ma se si arriva in Italia senza titolo le procedure di rimpatrio devono essere accelerate, non si fanno accordi di cooperazione con chi non accetta il rimpatrio". E continua: "Chi ha diritto a stare in Italia deve restare in Italia, ma la sinistra non può avere paura del concetto di rispetto delle regole a cui ci dobbiamo tenacemente aggrappare per evitare un'ondata che mette a rischio la stessa idea di Europa". "Forse in passato siamo stati molti timidi nonostante il lavoro serio fatto da Prodi e da Napolitano allora ministro dell'Interno".

“L’Italia non è un paese dei balocchi”– “Così come ci sono forze politiche che investono sulla paura pensando di prendere voti nel nostro Paese questo accade anche negli altri Paesi” ha proseguito Renzi. "Ma il problema dell'immigrazione nel mondo globale" ha residenza a "Calais, in California, in Kurdistan. Pensare di dare una risposta con un post su Facebook è ridicolo". E ha ricalcato: "Chiediamo all'Europa di prendersi carico e cura di altre persone insieme a noi. L'Italia non è un paese dei balocchi". "Noi siamo un grande paese che è nelle condizioni persino di permettersi di fare da solo, è l'Europa che non può permettersi di fare da sola, di avere una politica estera affidata ai singoli Stati".

Salvini: “Vorrei essere ungherese” - Il premier è infine tornato sull’idea di Budapest di costruire una barriera: "Il simbolo, per la mia generazione, della identità europea è stato la caduta del muro di Berlino, oggi rischiamo che i quattordicenni vedano salire su un muro, che qualcuno vorrebbe costruire fra Serbia e Ungheria". Di tutt’altra opinione il leader della Lega Matteo Salvini, che su Twitter scrive:

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