Mafia Capitale, Pd sotto assedio si difende. M5S all'attacco

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La prossima settimana governo in Aula per rispondere sul caso, ci sarà un'informativa. Cinquestelle chiedono che sia il premier a parlare. Zingaretti: “La Regione sarà parte civile, nessuno della mia Giunta è coinvolto”. Orfini: "Dimissioni non esistono"

Da una parte il Movimento 5 Stelle all'attacco. Dall'altra il Pd, con Zingaretti e Marino che difendono il lavoro delle proprie giunte. Mafia Capitale continua ad agitare il dibattito politico mentre dalle carte dell'inchiesta emergono nuovi dettagli (FOTO, VIDEO).

Governo disponibile a informativa in Senato - Il Governo intanto ha dato la disponibilità a tenere un'informativa in Senato, probabilmente la prossima settimana. La richiesta di un intervento dei ministri dell'Interno e della Giustizia, Angelino Alfano e Andrea Orlando, era stata avanzata dal Carroccio e dal Movimento 5 stelle.Ora si deve decidere se far intervenire entrambi i ministri o uno solo dei due. Analoga richiesta è stata avanzata da Sel sul Cara di Mineo.

Zingaretti: “La Regione parte civile” -
E' già intervenuto, invece, al Consiglio regionale del Lazio il presidente Nicola Zingaretti: "Ribadisco – ha detto – la nostra decisione di costituirci parte civile nel processo che inizierà il 5 novembre prossimo al Tribunale di Roma". Il governatore respinge anche la richiesta di dimissioni arrivata dal Movimento 5 Stelle che ha proposto una mozione di sfiducia.

Orfini difende Marino –
I Cinquestelle vanno all'attacco anche del sindaco di Roma, attorno cui la dirigenza del Pd fa quadrato: "I nomi – dice il presidente del partito Orfini – c'erano già nella prima ondata, ma da quanto si legge dalle carte e da quello che evidentemente pensa la Procura, che non li ha nemmeno indagati, non sembra ci sia nulla di rilevante né politicamente né penalmente". Nelle intercettazioni dell'inchiesta spuntano i nomi del vicesindaco di Roma Luigi Nieri e dell'assessore capitolino Alessandra Cattoi.

Il business dei rifiuti –
Sul fronte delle indagini è emerso intanto che il clan guidato da Massimo Carminati aveva messo gli occhi anche sul business dello smaltimento dei rifiuti. In una conversazione intercettata Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative di Roma e figura di spicco nella maxi indagine su Mafia Capitale, dice: "Sto con il re dei rifiuti con Cerrone". "Davvero!! e com'e'? Poi ti dico stiamo a tentare di fare delle cose... che ci arrestano a tutti... eheheheh".

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