Mafia Capitale, M5S e Lega: "Marino dimettiti"

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Dopo i nuovi arresti le opposizioni chiedono un passo indietro del sindaco. Ma lui si difende: "Nessuno dei miei è coinvolto". Il Pd: "La sua amministrazione baluardo di legalità". Renzi: "Chi viola le regole paga"

A Roma riesplode, a pochi mesi di distanza, un nuovo bubbone dell'inchiesta Mafia Capitale, portandosi dietro quarantaquattro arresti, distribuiti tra i rappresentanti di centrodestra e centrosinistra. Uno scandalo che fa scendere in campo le opposizioni, Movimento 5 Stelle e Lega Nord, che in coro chiedono le dimissioni del sindaco della Capitale Ignazio Marino. Ma lui rivendica che tra gli arrestati non c'è nessuno della sua amministrazione e annuncia l'intenzione di andare avanti. Pieno appoggio del Pd che, per bocca di Matteo Orfini, riconosce in Marino "un baluardo di legalità".



Di Maio: "Ora tocca a noi governare"
- In una conferenza stampa convocata a Montecitorio, il vicepresidente della Camera, il pentastellato Luigi di Maio, chiede che Matteo Orfini (responsabile del Pd a Roma) e Ignazio Marino si dimettano. "Nel Pd c'è un gruppo dirigente pericoloso per le casse  dello Stato e per i cittadini" denuncia il vicepresidente della Camera. "Noi del M5S - rivendica Di Maio - non abbiamo né indagati né condannati e non perché arriviamo da Marte, semplicemente  abbiamo delle regole". E poi chiede di "governare Roma. Ora noi  vogliamo un'opportunità perché queste mani, mani pulite, governino  Roma, soprattutto alla vigilia del Giubileo",  Rincara la dose Roberta Lombardi, secondo cui "Orfini o ci è o ci fa, o è cretino o è colluso, visto che  ha dato fiducia a questa gente qui per continuare a governare".



Salvini: "Marino si dimetta" - Richiesta di dimissioni anche dalla Lega Nord, con Matteo Salvini secondo cui "Marino deve dimettersi subito, tornando al voto al più presto, ma il governo dovrebbe rispondere". "C'è un'interrogazione parlamentare della Lega del dicembre scorso sul centro immigrati di Mineo - prosegue Salvini - adesso emergono porcherie proprio su quel centro. Marino a casa e il governo risponda in Aula". Che poi annuncia: "Se si torna alle elezioni NoiConSalvini ci sarà certamente per le elezioni al Comune di Roma. E' la gente che ci chiama".

Marino: "Stiamo conducendo un conflitto epocale" - Ma Ignazio Marino, non sembra intenzionato a mollare. "Dimissioni? Continuiamo in questo modo. Stiamo cambiando tutto" afferma e aggiunge che "non c'è nessun personaggio della mia giunta" fra gli arrestati. Il sindaco quindi spiega che "il Pd è il popolo delle persone perbene, il popolo che mi ha eletto e mi sostiene. E' il popolo che in questa città sta comprendendo quale conflitto epocale stiamo conducendo".  "La linea amministrativa che abbiamo assunto in questi due anni di governo sta dimostrando che veramente, come avevo promesso in campagna elettorale, stiamo cambiando tutto" aggiunge poi.



Orfini: "Marino vada avanti, faremo intervenire il Copasir" - A sostenere Marino è il Pd, con Matteo Orfini secondo cui "non ci siano le condizioni per sciogliere il Comune di Roma, perché questo significherebbe andare incontro alle richieste della criminalità". Il commissario del partito nella Capitale riconosce poi nelle giunte di Marino e Zingaretti "baluardi di legalità", che annuncia poi l'intenzione di rivolgersi al Copasir "per capire come i servizi segreti non si siano accorti di cosa stesse facendo una persona a loro evidentemente nota come Carminati" e di come "abbia potuto costruire un sistema criminale di tale entità".



Renzi: "Chi ha violato le regole paghi" - Solo una battuta, invece da Matteo Renzi che, nel corso dell'incontro con la presidente cilena Bachelet ricorda che "un Paese solido è quello che combatte la  corruzione come sta avvenendo in Italia con decisione e forza,  mandando chi ruba in galera, perché è giusto che chi ha violato le  regole paghi tutto e fino all'ultimo giorno".



Segretario della Cei: "Sfruttano la povera gente"
- Ma l'indignazione per quanto scoperto dagli inquirenti arriva anche oltre Tevere, con il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, secondo cui "questa gente vede negli immigrati solo  povera gente da sfruttare, numeri su cui lucrare e con cui fare i  propri comodi, e questo non è solo peccato, 50mila volte più peccato,  ma è anche un gesto d'inciviltà, anzi, questa è prima di tutto inciviltà". Invocando "massima fermezza" nel punire i responsabili, Galantino ha  sottolineato come questo non voglia dire "metterci contro qualcuno, ma scegliere di metterci accanto a storie, persone, sogni e desideri  veri, purtroppo sporcati dall'egoismo delle nazioni e da gente che,  anche qui in Italia, parla solo alla pancia", ha concluso il  segretario della Cei.

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