Regionali Veneto, trionfo Lega. Zaia: “Risultato strepitoso”

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Il governatore uscente si riconferma superando il 50% delle preferenze. A Sky TG24 dice: “E’ conseguenza di 5 anni di buona amministrazione”. Doppiata la rivale del Pd Alessandra Moretti ferma al 22%. Male il fuoriuscito dal Carroccio Flavio Tosi

Una riconferma trionfale e senza ostacoli. Luca Zaia riconquista la poltrona di Governatore del Veneto alle Regionali 2015 bissando il successo di cinque anni fa. Se allora il politico trevigiano della Lega Nord trionfò con il 60% delle preferenze questa volta ha sfondato la soglia del 50%, nonostante la defezione dal partito del sindaco di Verona Flavio Tosi. “Un risultato strepitoso”, ha dichiarato l’ex ministro dell’agricoltura ai microfoni di Sky TG24. “Ci aspettavamo un grande risultato ma questo è unico. Aver superato il 50% è un grande stimolo per me, questa è la risposta a 5 anni di buona amministrazione”. Zaia, 47 anni, rimane a Palazzo Balbi per un altro quinquennio: “Ho fatto una campagna elettorale senza polemiche invitando i cittadini ad andare a votare. Non ho mai parlato male dei miei avversari. E l’affluenza è stata buona (intorno al 57%, miglior percentuale delle 7 Regioni al voto ndr.)”. Il Governatore si toglie poi un sassolino dalla scarpa: “Si diceva che ero in discussione, invece i dati dicono che è il Pd ad essere stato messo in discussione”.

La conferenza di Zaia - In mattinata il governatore ha tenuto una conferenza stampa. “La campagna denigratoria contro di me è fallita, hanno cercato di denigrarmi ma i veneti hanno capito e li ringrazio uno ad uno”, ha esordito Zaia. “Non è stata una campagna facile ma sono sempre stato e sarò ora, a maggior ragione, il Governatore di tutti i veneti. Ho grande responsabilità. I veneti mi hanno detto: vai e governa bene!”. E ha aggiunto: “Non dite, ora che abbiamo vinto, che gli avversari erano deboli. Non ce n'è stata risparmiata una, è stata una battaglia dura. Il mio programma è depositato in Tribunale. Non c'è tempo da perdere”.


Gli sconfitti Moretti e Tosi - Gli scrutini danno ragione a lui. Quando mancano pochi seggi per ufficializzare il risultato, Zaia è al 50,1%, mentre la candidata democratica Alessandra Moretti, outsider che sfruttava l'onda del Jobs act e delle altre misure del governo Renzi, apprezzate anche dagli industriali della regione, si è fermata al 22,7%. La Lega ha doppiato il Pd in Veneto. Già all’1.35 della notte, quando la maratona elettorale era appena iniziata ed erano arrivate solo le prime proiezioni, la Moretti ha scritto un tweet per complimentarsi con Zaia e ammettere la sconfitta.

"Da oggi si lavora anche per il futuro dei tanti - soprattutto giovani - che hanno creduto nel cambiamento", ha annunciato la candidata sconfitta promettendo: “Ora lavorerò all'opposizione per portare in Consiglio regionale le tante richieste dei cittadini incontrati nel corso del mio viaggio lungo tutti i 579 Comuni del Veneto". La vittoria di Zaia acquista ancora più peso perché aveva contro anche un altro avversario temibile come Flavio Tosi, fuoriuscito dalla Lega e molto amato in Veneto. Ma il sindaco di Verona, appoggiato anche da Ncd e Area Popolare, non è andato oltre l’11,8%, appaiato al candidato del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti.

Le battaglie di Zaia - Zaia, che ha ricevuto i compliementi di Salvini e Maroni, ha trionfato con lo slogan che l’ha accompagnato in tutta la campagna elettorale: "Pancia a terra e lavorare”. Lasciati da parte i toni alti su Rom e immigrazione, si è invece concentrato sulle eccellenze della sanità veneta, la battaglia per i costi standard, la difesa delle imprese del Nordest, i braccio di ferro con il Governo per tentare di far rientrare nel territorio il surplus di miliardi di euro che il Veneto lascia a Roma con la tassazione. Dopo la vittoria del 2010 il centrodestra ha di nuovo puntato su di lui, che anche questa stavolta non ha mancato l'obiettivo.

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