Antimafia: De Luca tra i 16 impresentabili. Polemiche nel Pd

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La Commissione parlamentare ha annunciato i nomi presenti nella lista, dove compare pure il candidato governatore del centrosinistra in Campania. Che va all'attacco: "Denuncio Bindi". Renzi: "Non si usa così l'Antimafia"

L’Antimafia lo aveva detto. Il numero degli "impresentabili" non è esiguo. Ed ecco che alla vigilia delle elezioni Regionali (lo speciale) arriva la lista stilata dalla commissione. E' formata da 16 nomi (non 17 come detto in un primo momento); appartengono a candidati nelle regioni Puglia (4) e Campania (13). Tra i nomi c'è anche Vincenzo De Luca, candidato governatore del Pd in Campania.

Cosa prevede il codice di autoregolamentazione
- La commissione ha passato al vaglio i nomi di 4.000 candidati, ha detto la presidente Rosy Bindi, alla ricerca di coloro che, in base a un codice di autoregolamentazione parlamentare, non vincolante, non potrebbero concorrere perché rinviati a giudizio per reati di stampo mafioso o per i cosiddetti "reati spia" come racket, usura, riciclaggio.
De Luca è stato condannato in primo grado per abuso d'ufficio e per questo reato potrebbe essere sospeso se eletto presidente, come prevede la cosiddetta legge Severino. Ma nella lista il candidato democratico compare perché indagato per concussione continuata, considerato dalla commissione un "reato spia".

De Luca: "Denuncio Bindi e la sfido a un pubblico dibattito" - "Denuncio Rosy Bindi per diffamazione e la sfido a un pubblico dibattito per sbugiardarla" è stata la prima reazione a caldo di Vincenzo De Luca, dopo la pubblicazione delle liste degli impresentabili da parte della commissione Antimafia. Anche Renzi è statro duro con la Bindi: "Mi fa molto male che si utilizzi la vicenda dell'antimafia per una discussione tutta interna, per regolare dei conti interno al Partito democratico: l'antimafia è un valore per tutti, non può essere usata in modo strumentale".

I nomi - Gli altri 11 candidati della Campania compresi nella lista sono (LE FOTO): Antonio Ambrosio (Forza Italia), Luciano Passariello (Fratelli d'Italia), Sergio Nappi (Caldoro presidente), Fernando Errico (Ncd-Campania popolare), Alessandrina Lonardo (Forza Italia, moglie dell'ex ministro Clemente Mastella), Francesco Plaitano (Popolari per l'Italia), Antonio Scalzone (Popolare per l'Italia), Raffaele Viscardi (Popolari per l'Italia), Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica), Carmela Grimaldi (Campania in rete) e Alberico Gambino (Meloni-Fratelli d'Italia-An).
I quattro candidati della Puglia sono Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano), Enzo Palmisamo (Movimento per Schittulli), Giovanni Copertino (Forza Italia) e Massimiliano Oggiano (Lista Oltre con Fitto).
Tramite una nota, la Commissione chiede di cancellare dalla lista il nominativo dell'on. Biagio Iacolare - candidato Udc, Napoli.

Bindi: "Nessuna lotta interna al partito" - "A chi sostiene che volevo coprire qualcuno - ha commentato Rosy Bindi durante la conferenza stampa - faccio rispondere da chi dice che avrei fatto questo lavoro per motivi di lotta interna al partito stesso. Non vogliamo entrare in campagna elettorale ma fotografare realtà con dati che si avvicinano alla massima attendibilità".

Carbone (Pd): "Bindi sta violando la Carta" - Parole che non sono piaciute a gran parte del Pd. "L'iniziativa della presidente della commissione Antimafia - commenta il presidente del Pd Orfini - ci riporta indietro di secoli, quando i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla". Ernesto Carbone, componente della segreteria nazionale del partito, è ancora più duro: "Bindi - accusa su Twitter - sta violando la costituzione".

Polemiche sull'eleggibilità di De Luca - Quanto al caso De Luca - condannato in primo grado per abuso d'ufficio - Renzi precisa che il candidato alla guida della Regione Campania “ha un procedimento aperto non passato in giudicato, che è stato scelto dalle primarie ed è stato un sindaco di Salerno straordinario". Diverso il punto di vista di Alfano, che avverte: "C’è una legge e sarà applicata. Poi ci sono le scelte dei partiti, che si assumono la responsabilità dei candidati che propongono". Ancora più dirette le parole di Grillo che dal suo blog afferma: “Nel Movimento 5 Stelle non ti puoi candidare neanche alle primarie se sei condannato. E non abbiamo aspettato la legge Severino per farlo, funziona così dal 2009!".

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